Valeria Solesin era nata a Zevio «Un po’ figlia nostra»

Fabio Tomelleri

LEGNAGO Valeria Solesin, la ricercatrice universitaria veneziana morta una settimana fa negli attacchi terroristici di Parigi, era nata a Zevio.
A scoprire che la città della mela compare sui documenti come luogo di nascita della sfortunata borsista della Sorbona, perita nella strage avvenuta al teatro Bataclan, è stato il sindaco di Legnago, Clara Scapin.
Il primo cittadino della capitale della Bassa, infatti, lunedì scorso aveva annunciato in Consiglio comunale la volontà della sua Giunta di dedicare alla 28enne la sala civica di via Matteotti. Proprio le ricerche effettuate dagli uffici municipali legnaghesi per contattare, a Venezia, i genitori di Valeria, Alberto e Luciana, hanno permesso a Scapin di apprendere che la giovane era venuta alla luce nell’ospedale zeviano «Chiarenzi». Il polo sanitario, attualmente in fase di riconversione, ricade nel territorio dell’Ulss 21 di Legnago.
«Non avendo un recapito dei Solesin per informarli della nostra iniziativa», riferisce Scapin, «attraverso la nostra Anagrafe abbiamo contattato il municipio veneziano. Così abbiamo scoperto, dopo le opportune verifiche, che Valeria è nata il 3 agosto 1987 proprio nell’ospedale di Zevio, che all’epoca possedeva un reparto per le nascite all’avanguardia, scelto dalle future mamme di tutta Italia». Erano i tempi del cosiddetto «parto dolce», una strada aperta allora dal prof. Elmo Padovani. Poi aggiunge: «Per questo possiamo considerare Valeria un po’ veronese, anzi della Bassa, dal momento che il Chiarenzi è ricompreso nella nostra Ulss».
Sull’intitolazione della sala civica legnaghese, il sindaco aggiunge: «Ho cercato anche un contatto diretto con Dario, fratello di Valeria, via Facebook. Attraverso canali informali ho saputo che i familiari della ragazza hanno appreso della nostra proposta di dedicare lo spazio civico alla ricercatrice». Quindi, evidenzia: «L’intitolazione a Solesin è motivata dal fatto che questa giovane rappresentava un’eccellenza per l’Italia: è il simbolo di una gioventù europea che vive in maniera positiva le sfide della vita».
Inoltre ,il primo cittadino conferma che quanto è accaduto a Parigi tocca da vicino sia lei che molti legnaghesi: «Io stessa ho una figlia che, nei mesi scorsi, per motivi di lavoro si è trasferita con la famiglia, tra cui due bimbi piccoli, nella capitale francese. Come me anche altri concittadini hanno ragazzi che vivono nella metropoli. È naturale quindi che viviamo con apprensione questi giorni. Mia figlia ha confermato come a Parigi la vita, dal giorno seguente gli attentati, sia radicalmente cambiata per lei, il marito ed i due bimbi».
Per quel che concerne i natali veronesi di Valeria Solesin, la novità è stata appresa con sorpresa da Diego Ruzza, il sindaco di Zevio. «Nella drammaticità di quanto accaduto», evidenzia il primo cittadino zeviano, «è una tristissima sorpresa che lega la nostra comunità a Venezia». Sul ruolo del «Chiarenzi», che all’epoca della nascita di Valeria faceva parte dell’Ulss 27 di Bovolone, poi fusa con quella di Legnago, aggiunge: «In effetti tra gli anni ’70 e ’90 il reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale era un fiore all’occhiello: grazie allo scomparso primario ostetrico Elmo Padovani si effettuavano 1.000 parti all’anno, tanto che venivano coppie da tutta la Penisola far nascere i loro bimbi a Zevio». Infine Ruzza annuncia: «Chiederò alla Giunta e al consiglio comunale di studiare un’iniziativa commemorativa in memoria di Solesin per l’anno prossimo». Massimo Piccoli, direttore generale dell’Ulss 21, dopo aver appreso il risvolto veronese, commenta: «Mi sento molto vicino ai familiari della giovane. Ciò che è accaduto a Parigi tocca ognuno da vicino, perché è un attacco alla stessa serenità delle persone». ( http://www.larena.it/ )

Mah, i terroristi di “Isis “(dea massonica) hanno colpito giusto una della Sorbona, fucina della intellighenzia degli “sporcaccioni” (come li chiamo io) l’oltralpe. Inoltre, collaboratrice di Emercengy, altra entità del teatrino mediatico globale. Il logo di Emergencyy (Emergenza = 911), se lo girate appena, sono le torri gemelle (= 11), al centro l’edificio 7 noto anche come Salomon Brothers che rappresentava il tempio di re Salomone. Solo pareidolia?
Indicativo il fatto che, di costei, non si conosca bene neanche la data di nascita.
Nessuno aveva mai fatto un regalo di compleanno a Valeria?
Nessuno ha visto il cadavere, poi. Il fidanzato non si sente in colpa per averla “persa di vista” in un momento così cruciale? Oppure è morta dissanguata fra le sue braccia, non sarebbe stato romantico?
Ancora più sbalorditivo il cancan attorno ai funerali “laici” con “tre religioni” presenti in piazza san Marco.
Come mai i terroristi “musulmani” non hanno ammazzato una ragazza napoletana emigrata in Francia in cerca di lavoro o una marchigiana, semplicemente fidanzata a un francese? E seppellita con un regolare funerale cattolico?
Vi siete posti queste domande?
Valeria emergency Valeria Solesin