Come vivere di rendita possedendo una casa grande in città

Son ricordi dei tempi dell’università. Un mio conoscente calabbre, studente fuori corso, riusciva a guadagnarci dalla sua permanenza a Parma, città emiliana e grosso centro universitario. Aveva affittato regolarmente per 700 euro il mese un ampio appartamento intestandosi le bollette. Aveva poi adibito la cucina spaziosa pure a salotto, sistemandoci il divano. il resto delle camere, incluso il salotto vero e proprio e uno studiolo, in stanze da letto che affittava a studenti suoi conterranei iscritti alla Statale.
Da ognuno, incassava 200 euro (forse più) mensilmente. Di solito, erano 5 o 6 e quanto era “al completo” lui si accontentava di dormire sul divano in cucina.
In questo modo, tutti quanti erano soddisfatti.
I proprietari parmigiani che potevano intascare 700 euro per un appartamento non nuovissimo e semi-periferico.
Gli studenti “ospiti permanenti” che donavano esentasse soltanto 200 euro mensilmente come dazione liberale al tenutario. Una cifra assolutamente modesta per un alloggio senza spese condominiali o altro.
E anche lo studente, calabro e intraprendente, che riusciva pure a guadagnarci qualcosa con i subaffitti.
Chiaramente, è molto più facile realizzarlo nelle città universitarie dove c’è una costante richiesta di posti letto a prezzi abbordabili.
Se l’appartamento è di vostra proprietà, senza affitto o mutuo da pagare, potete incassare un discreto gruzzoletto subaffittando a titolo gratuito porzioni di abitazioneo a studenti fuori sede. Sufficiente mettersi d’accordo con i sub-inquilini che elargiscano 200 euro ciascheduno in contanti mensilmente come donazione al proprietario per essere alloggiati senza dovere pagare le bollette!

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