Altroconsumo: ecco quali sono le banche italiane più affidabili

L’articolo è un falso ben confezionato, al pari di tutti quelli che si leggono in questi giorni. Le banche elencate non sono strutturalmente ne culturalmente differenti dalle 4 fallite. Diverse saranno costrette ad accollarsi altre per non farle andare in default divenendo, a loro volta, pericolanti. Le associazioni dei “consumatori” sono organizzazioni che il Sistema impiega come valvola di sfogo. Se ci riflettete, cosa c’entra il “consumo” col “risparmio”? Si tratta di costumi diametralmente opposti. Chi risparmia non consuma e viceversa, non fidatevi troppo.

di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il decreto salva banche recentemente approvato dal Governo guidato da Matteo Renzi che ha bruciato i risparmi di azionisti e obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti ha messo in luce il grado di affidabilità degli  istituti di credito italiano.
Un’indagine di Altroconsumo Finanza  ha dato i voti alle banche, valutando la loro capacità di fronteggiare eventuali difficoltà nel recuperare i prestiti concessi. Al motto di “scopri quanto la tua banca è affidabile”, l’associazione dei consumatori ha analizzato l’affidabilità di circa 300 grandi banche italiane, ovvero tutte quelle che hanno almeno 10 sportelli.
La votazione è avvenuta sulla base di stelle, assegnate in una scala da 1 a 5 a seconda dell’affidabilità di ogni istituto di credito. Sono due gli indicatori che Altroconsumo ha tenuto in considerazione:  “common equity tier 1″ (spesso indicato come Cet1 ratio) e il “total capital ratio”.
Entrambi gli indicatori mettono in relazione il patrimonio della banca al totale degli impegni assunti, come ad esempio nella concessione dei prestiti.

“In pratica questi rapporti ti dicono quanto la banca è in grado di fronteggiare eventuali difficoltà nel recuperare i prestiti concessi”.

Ecco quali sono gli istituti di credito che ottenuto il massimo dei voti, ossia 5 stelle.

  • Banca Carime
  • Banca Agricola Popolare di Ragusa
  • Intesa Sanpaolo (spa)
  • Unicredit (spa)
  • BCC di Staranzano e Villesse
  • Casse di Risparmio dell’Umbria
  • CR del Veneto
  • Banca Sistema
  • Banco di Napoli
  • CR di Ravenna (spa)
  • Bcc San Marzano
  • Banca di Viterbo Credito Cooperativo
  •  Banca Prossima
  • Binck Bank
  • Aletti & C Banca di Investimento Mobiliare
  • FinecoBank
  • Cassa Padana BCC (spa)
  • Banca Popolare di Bergamo
  • CR di Biella e Vercelli
  • Ubi banca (spa)
  • Banca Malatestiana Credito Cooperativo
  •  Banco di Sardegna
  • CR in Bologna
  • Banca Regionale Europea
  • Cariparma (spa)
  • Banca Popolare di Commercio e Industria
  • Mediolanum
  • CR di Pistoia e della Lucchesia
  • Artigiancassa.

( http://www.wallstreetitalia.com/ )
Non vorrei mai rimettere vecchi panni. Se proprio vi fidate della finanza, personalmente ho preso attraverso la mia banca (una BCC) quote di un fondo lussemburghese obbligazionario, cedola mensile, circa 1,4% netto costante. Se volete arrischiare qualcosina su un azionario globale, denominato euro, Lussemburgo. Se affonda la mia BCC, quelli dovrebbero reggere (per il momento). In Svizzera stanno allestendo un referendum per rafforzare le loro banche che i media farlocchi dicono sia “contro” le banche. Secondo voi, gli svizzeri promuovono consultazioni contro la loro ricchezza?

Comicità involontaria, meglio il cagnone che il ghigno di Padoan