Europa, record mondiale di pedofilia

di Gianni Lannes

E’ il tabù del XXI secolo che scorre dalla rete alla realtà invisibile. I pedofili di alto e basso rango, protetti a livello istituzionale e giudiziario, non risparmiano i neonati. Basta sfogliare qualche rapporto annuale dell’associazione Meter, dell’Osce o di Ecpat per appurare che questo lucroso fenomeno criminale è in continua crescita. La pedofilia virtuale si è trasformata in una potente setta di cacciatori di bambini da abusare. Lo sfruttamento sessuale dei bimbi e la pornografia minorile nell’ultimo lustro è più che raddoppiata.
Proprio l’Europa è l’epicentro mondiale di questo crimine contro l’umanità più inerme e indifesa. I dati a portata di tutti, attestano che attualmente il 92 per cento dei bambini sfruttati è di origine europea; il 61 per cento dei clienti e dei consumatori finali è europeo; l’86 per cento dei materiali pedofili rilevati in rete giace in Europa; il 52 per cento dei siti internet legati agli affari pedofili è situato in territorio europeo; l’età media dei bambini abusati è passata dai 7 anni del 2007 ai 5 anni del 2015.
Per la cronaca, Germania, Gran Bretagna e Norvegia non hanno ratificato la Convenzione di Lanzarote. I predatori italiani di minori si piazzano al quinto posto planetario, dietro Usa, Germania, Francia e Australia. Gli italidioti, comunque sono i primi a razziare minori in Brasile e Thailandia, al secondo posto in Venezuela, a Cuba e a Santo Domingo.
Il parlamento tricolore ha impiegato ben 5 anni e 24 giorni per ratificare con la legge 172/2012 la convenzione di Lanzarote del 2007 (protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale), ma poi il primo ministro pro tempore, Matteo Renzi (convegnista a Firenze con il pluricondannato per violenza contro i minori Rodolfo Fiesoli), insediato da Napolitano, in palese violazione della legge 269 del 1998 (articolo 17, comma 1), per ben due anni di seguito non ha presentato il rapporto sull’applicazione della legge contro la pedofilia. L’ineletto è un recidivo: infatti, non risponde a 37 atti parlamentari inerenti la violenza contro bambini e adolescenti. Insomma, come per la mafia, è una finta lotta di mera facciata. Infatti, l’esecutivo Renzi, -come si evince dai copiosi atti parlamentari – ha programmato la chiusura di ben 73 postazioni di polizia postale, ovvero di chi combatte il fenomeno sul campo. Allora, sia choaro, la rete dei pedofili non conosce confini di Stato.
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