Incredibile scoperta: I Router sono progettati per essere spiati

Come molte delle scoperte, anche questa (poco felice) è avvenuta quasi per caso e per motivi tutt’altro che lodevoli. Eloi Vanderbeken,ingegnere informatico, ha iniziato a studiare in maniera approfondita il proprio router perché non ricordava più la password di amministrazione che aveva personalizzato.Esaminando il dispositivo, ha rilevato una porta TCP aperta (della quale non era a conoscenza) e ha quindi deciso di provare a scaricare un firmware del router, svolgendo poi un po’ di “reverse engineering”.
Dopo un po’ di lavoro Eloi ha scoperto che quella porta non era altro che una backdoor segreta all’interfaccia di amministrazione, che gli permetteva di inviare comandi al dispositivo – tramite una shell command-line – senza essere autenticato come amministratore.
Tale porta quindi permette ad una intrusione esterna di spiare tutti i movimenti che si fanno col router:i siti visitati,transazioni finanziarie ecc ecc. ( http://terrarealtime.blogspot.it/ )

Ma è logico. Lo scrivo da anni, Internet è stato inventato per controllare la popolazione. Oltre che per facilitare la diffusione di pornografia e pedofilia.
Non a caso, gli agenti della globalizzazione premono per la “agenda digitale”, “scuola digitale”, “transazioni telematiche”. Mi fanno ridere quelli che stanno su Twitter o Facebook e gli altri “social”, di cui TV e giornali parlano in continuazione, credendo di essere liberi.
Tutti i “device” di ultima generazione (compresi i televisori multimediali) contengono software e hardware atto allo spionaggio e alla raccolta di dati personali. Trovo semplicemente ridicolo che qualcuno lo definisca “incredibile”. Sono i fessi, infatti, che credono alla “neutralità” della rete e altre storielle messe in circolazione per il sollazzo dei bonzi che ci credono. Google, Yahoo e altri non indicizzano i siti (veramente) scomodi e Youtube, le piattaforme di blogging tarpano le statistiche degli accessi ai blogger invisi al Sistema. Infine, i traduttori automatici linguistici online sono molto meno preformanti di quelli impiegati dalla CIA per setacciare il web.