Motori a propulsione antigravitazionale nelle antiche civiltà

tecnologia Maya UFO

L’antigravità rappresenta per l’ingegneria aeronautica ciò che il Santo Graal rappresenta per l’archeologia, qualcosa a metà tra il mito e la massima aspirazione possibile, ritenuto impossibile da alcuni e sognato da altri. Eppure la Boeing, azienda statunitense, ha ammesso di star conducento ricerche per sviluppare un velivolo funzionante ad antigravità e a tal proposito avrebbe tentato di contattare, con esito negativo, il Dott. Evgeny Podkletnov, scienziato russo a capo di un team che lavorerebbe al progetto “GRASP” – Ricerca sulla Gravita’ per una propulsione avanzata spaziale. D’altronde se è possibile ricreare la forza di gravità in sua assenza perché non dovrebbe essere altrettanto possibile far avvenire l’esatto contrario, e cioè annullarne gli effetti in sua presenza?
Motori antigravità esistevano anche 12.000 anni fà qui ne vediamo rappresentato uno inciso nella pietra, si tratta della raffigurazione di “Pacal sovrano Maya e astronauta ovvero del viaggiatore di Palenque”.
Un’antigravità in condizioni controllate non è una chimera come potrebbe pensare, basti pensare all’effetto Casimir, dal nome del suo scopritore, il fisico olandese Hendrik Casimir. Negli anni ’40 Casimir lavorava presso la Philips e fu proprio in quel periodo che ipotizzò tale teoria. L’effetto Casimir è la forza che si esercita fra due corpi estesi situati nel vuoto e dovuta non all’azione di un campo gravitazionale o elettromagnetico, ma alla presenza – nello spazio circostante i corpi – di un campo quantistico, detto di punto zero. Tale forza viene indicata come punto di partenza per l’eventuale sviluppo non solo dell’antigravità ma anche di un’energia a costo zero.
Nel suo libro “The hunt fo zero point” Nick Cook, giornalista di ricerche aerospaziali e collaboratore per il Jane’s Defence Weekly, riporta un misterioso articolo pervenuto al suo ufficio in cui è menzionata una ricerca di USA e Canada per lo sviluppo di un motore ad antigravità, capace di far volare un velivolo ad oltre 170000 miglia al secondo, cioè circa 273588 Km/s. Il che equivarrebbe quasi alla velocità della luce che è stimata in 299792458 m/s.
Un nome ricorrente nell’ambito degli studi sull’antigravità è quello di Thomas Townsend Brown, un ingegnere nato in Ohio nel 1905 e morto nel 1985, in una località denominata Avalon, nell’isola di Catalina, nello stato della California. Nel 1951 pubblicò sul Physics observer una ricerca su un’apparecchiatura elettrocinetica che pare fosse in grado di vincere la forza di gravità. Difatti nel 1956, la rivista di areonautica Interavia riportava che Brown avesse conseguito sostanziali progressi nella ricerca sull’antigravità e sulla propulsione ad elettrogravità. Dimenticati nei meandri dell’ufficio brevetti statunitensi esistono decine di progetti riguardanti presunti motori ad antigravità basati proprio sugli studi di Brown, ma a nostro avviso questo dimostra solo quanto sia facile ottenere un brevetto per un’invenzione negli USA.
In ogni libro sui cosiddetti ufo nazisti che si rispetti vengono sempre fatti due nomi, Victor Schauberger e Richard Miethe. Il principio alla base dei dischi volanti progettati dai due scienziati è diverso dall’elettrogravità di Brown, si tratterebbe infatti in questo caso del ben noto effetto Coanda, secondo cui un fluido tende a seguire il contorno della superficie sulla quale incide, se la curvatura della superficie, o l’angolo di incidenza del flusso con la superficie, non sono troppo accentuati. Tale effetto fu scoperto nel 1910 dall’ingegnere areonautico Henri Marie Coandă, originario di Bucarest. Coandă sfruttanto questa sua nuova scoperta progettò l’Aerodina Lenticulara, una sorta di antesignano dell’hovercraft.
Nell’articolo del 1956 pubblicato da Interavia l’autore affermava che esistessero ricerche riguardanti l’antigravità in tutti principali stati del mondo, alcuni in corso da più di 30 anni altri da poco cominciati. Alcuni basati su presupposti puramente teorici riguardanti lo studio dei quanti, come all’Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey; all’University of Indiana’s School of Advanced Mathematical Studies; alla Purdue University Research Foundation; in varie Università in Germania, Francia, Italia, Giappone e altrove, per una lista di centinaia di università ed istituti di ricerca.
Le compagnie coinvolte in tali esperimenti includevano la Lear Inc., la Gluhareff Helicopter and Airplane Corp., la Glenn L. Martin Co., la Sperry-Rand Corp., la Bell Aircraft, i Clarke Electronics Laboratories, la U.S. General Electric Company. Sempre stando all’articolo in questione in tali ricerche è stato possibile diminuire il peso di alcuni oggetti fino al 30% in meno, semplicemente “energizzandoli”. Se negli anni ’50 le ricerche erano davvero arrivate a questi risultati cosa potrebbe celarsi oggi nei laboratori finanziati dai black budget governativi statunitensi e non solo?
Non si può affrontare l’argomento antigravità senza chiamare in campo un altro grande scienziato del passato, spesso sottovalutato, ed altrettanto spesso mitizzato, ovvero Nikola Tesla, fisico, inventore e ingegnere serbo nato a Smiljan il 10 luglio 1856 e morto a New York il 7 gennaio 1943. Padre della corrente alternata e di numerose altre invenzioni e scoperte, ciò che c’interessa adesso sono i suoi studi sull’elettromagnetismo. Dicevamo mitizzato, dato che a lui sono attribuite invenzioni tanto eccezionali quanto prive di qualsiasi fondatezza storica. Secondo Tesla tramite le onde elettromagnetiche sarebbe possibile alterare la gravità. Tesla credeva nelee cosiddette onde gravitazionali, in grado di attraversare la materia. Anche Einsten ammise la possibilità della loro esistenza nella sua Teoria sulla relatività generale. Tra le possibili sorgenti di onde gravitazionali citiamo i sistemi binari di stelle, le pulsar, le esplosioni di supernovae, i buchi neri in vibrazione e le galassie in formazione. Tra queste l’unico che dovrebbe produrre onde gravitazionali continue è un sistema stellare binario, formato cioè da due stelle che orbitano intorno ad un centro comune. Dunque ricreando in condizioni controllate una di queste situazioni si dovrebbe ottenere un generatore di onde gravitazionali capace non solo di alzare in volo un’aeronave senza propellente ma anche di spingerlo a velocità impensabili, prossime a quelle della luce. Ma per produrre una tale situazione “limite” servirebbero energie iniziali elevatissime. Dato che la free energy derivante dal punto zero è per ora solo un’utopa l’unica soluzione al momento plausibile sarebbe la fusione nucleare. Un progetto internazionale denominato ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) è in cantiere per la realizzazione di un reattore a fusione che produca più energia di quanta ne consumi. Sarà seguito da DEMO, un progetto più grande e costoso che dovrà dimostrare che è possibile produrre in modo continuo energia elettrica sfruttando reazioni di fusione nucleare.
Anche la NASA non sta certo a guardare. La rivista POPULAR MECHANICS ha riportato che un gruppo di ricercatori al NASA’s Marshall Manned Space Flight Center in Huntsville, Alabama, avrebbe quasi ultimato la costruzione di un mezzo capace di ridurre l’attrazione gravitazionale nelle sue immediate vicinanze. Questo accadeva nel 1997, non è dato sapere quali e quanti progrssi siano stati compiuti nel periodo successivo, sappiamo però che il budget era di circa 600000$.
Edgar Fouche in un articolo apparso su Ufo Notiziario del Febbraio 2000 ci parla del TR-3B, un misterioso velivolo supersonico funzionante grazie all’MFD, “Magnetic Field Disrupter” (disturbatore del campo magnetico), un anello circolare di accelerazione, riempito di plasma, generante un campo magnetico a vortice, che interrompe o neutralizza l’89% degli effetti della gravità su una massa posta nelle sue vicinanze. In tal modo il velivolo diventerebbe così leggero da essere capace di raggiungere velocità sbalorditive con il minimo dispendio di propellente.
Il Dr. Franklin Felber il 14 Febbraio 2006 allo Space Technology and Applications International Forum (STAIF) di Albuquerque ha proposto un sistema di propulsione ad antigravità. Felber, già direttore di ricerca della Defense Advanced Research Projects Agency e attuale vice-presidente della Starmark, Inc., società di consulenza scientifica per diverse agenzie governative degli Stati Uniti, afferma che, come conseguenza della teoria della relatività di Einstein, qualsiasi massa che si muova a oltre il 57,7 per cento della velocità della luce proietta avanti a sé una sorta di “fascio antigravitazionale” che esercita un’azione repulsiva sui corpi a essa vicini. E quanto più ci si approssima alla velocità della luce, tanto più intenso risulta tale fascio. Inoltre sarebbe possibile utilizzare questa forza repulsiva per fornire l’enorme quantità di energia necessaria ad accelerare a una velocità prossima a quella della luce una massa. Accellerare una tonnellata di carico al 90% della velocità della luce richiederebbe l’energia di almeno 30 miliardi di tonnellate di TNT. Nel supposto fascio antigravitazionale il carico in questione trarrebbe invece tale energia direttamente dal fascio stesso.
Tornando all’ufficio brevetti americano c’imbattiamo nel nome di Boris Volfson, depositario del brevetto numero 6.960.975, dal nome di Veicolo spaziale spinto dalla pressione dello stato di vuoto inflazionario e descrive un congegno che grazie a uno scudo superconduttore sarebbe capace di modificare la curvatura dello spazio-tempo, neutralizzando in questo modo la forza di gravità.
Nel suo libro “Reich of the black sun” (pubblicato in italia dalla profondo rosso e diviso in due volumi “La bomba atomica di Hitler” e “Hitler, i dischi volanti e le altre super-armi del terzo reich”) Joseph P. Farrell parla della cosiddetta “campana” di Kecksburg, precipitata in Pennsylvania (a Kecksburg appunto) nel Dicembre del 1965. Secondo l’autore quest’oggetto sarebbe lo stesso a cui stavano lavorando gli scienziati nazisti durante la seconda guerra mondiale, ovvero una campana metallica del diametro di tre o quattro metri ed altezza di quattro o cinque metri, comprendente due cilindri contro-rotanti che facevano girare ad alte velocità una sostanza altamente radioattiva liquido-metallica detta Xerum 525. Tale campana richiedeva grosse quantità di energia per funzionare. L’oggetto precipitato a Kecksburg aveva le stesse dimensioni e forma. Alcuni testimoni videro su di essa degli strani simboli simili a geroglifici. Si trattava forse delle utilizzate dalle antiche popolazioni germaniche? La cosa non stupirebbe più di tanto dato che come sappiamo i nazisti, ed Hitler in particolare, erano ossessionati dall’occulto e dall’origine della razza ariana, dunque non ci sarebbe nulla di strano se in esperimenti di alta tecnologia avessero voluto dare un tocco di esoterismo utilizzando questa antica scrittura dal forte contenuto simbolico e misterico.
Concludiamo questa rassegna parlando di Gary McKinnon, l’hacker inglese accusato di aver violato numerosi server governativi e militari statunitensi. McKinnon afferma di aver trovato prove dell’esistenza di progetti riguardanti l’antigravità durante le sue intrusioni informatiche a caccia di prove sull’esistenza di vita extraterrestre. E forse non si tratta di semplici progetti teorici ma anche realizzati, infatti racconta l’hacker:
“Ho estratto una foto da una cartella, e tenendo a mente che era una connessione internet molto lenta, a 56k, all’epoca del dial-up, ho abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i miei sforzi. Era l’immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra l’emisfero terrestre. Assomigliava un po’ a un satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e malgrado fosse a bassa risoluzione, l’immagine era molto ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non aveva giunture, nessuno dei segni della normale fabbricazione umana”.
Non sappiamo a quali livelli siano arrivate le ricerche dei nazisti, dell’apparato scientifico-militare, dei centri di ricerca specializzati, possiamo, per ora, solo continuare a sognare di straordinari velivoli funzionanti ad antigravità, Santo Graal moderno, tanto irragiungibile quanto inseguito e agognato dagli uomini, di scienza e non. ( http://metaldetectornewgolddream.forumfree.it/ )