Salva banche: una mossa disperata per incrementare i consumi?

Ho spiegato molte volte, da diversi anni a questa parte, che l’Italia è eterodiretta da Washington per americanizzarci e ridurci sostanzialmente a un territorio per il consumo dei prodotti delle aziende quotate a Wall Street. Tali articoli sono perlopiù realizzati materialmente in Cina. È per questo che i cinesi sono una “categoria protetta”, nessuno li controlla veramente, e manco meno si fanno espulsioni di clandestini (anche prima che dal governo Monti in poi, di fatto, nessun immigrato irregolare viene più espulso dall’Italia). C’è bisogno di “consumatori”.
Avevo pure scritto che in Europa e in Italia non è ancora stato completato il lavaggio del cervello sociale per cui il consumo è compulsivo e la spesa pressoché immediata del denaro guadagnato non funziona bene come oltreoceano.
Le multinazionali fanno fatica a produrre utili in Italia e la crisi colpisce anche loro. Nonostante 50 anni di autostrade e centri commerciali la famiglia resiste, si fanno pochi figli ma il patto generazionale resiste a differenza di ciò che auspicherebbero.
Stamattina, mentre stavo eseguendo qualche potatura dei miei alberi da frutto rustici approfittando della bella giornata sebbene ventosa, mi è saltato in mente che il salva-banche potrebbe essere stato preparato astutamente. È risaputo che in Italia esiste una forte tendenza al risparmio e la difficoltà economica degli ultimi anni non ha fatto altro che accentuarla. A differenza delle statistiche diffuse dai giornali, che sono del tutto fasulle, i consumi stanno crollando nella penisola. Temendo per il futuro, la gente non spende e tiene i soldi in banca.
Il motto più famoso di Mao Tze Tung fu: “colpirne uno per educarne cento“. Avrebbero scelto di colpirne cento per educarne milioni, stavolta.
Che questa storia delle obbligazioni subordinate sia una mossa disperata per incrementare i consumi?
Chi lo sa.
Il “fallimento delle banche”, infatti, è un falso storico. Loro possono stampare tutto il denaro che vogliono grazie al male antico della riserva frazionaria e al male moderno della smaterializzazione del denaro. Tutto ormai si riduce a numeri sullo schermo di un computer. Non a caso, i dipendenti delle 4 banche hanno tutti quanti conservato il posto di lavoro e gli amministratori hanno continuato a percepire ingenti bonus. Ciò non potrebbe avvenire in una normale azienda privata che non può stamparsi i soldi per ripagare fornitori e investitori.
AGGIORNAMENTO ‘I vip hanno guadagnato con il crac di Banca Etruria’ Perchè, qualcuno ne dubitava???