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17 gennaio 2016

Siamo già sottomessi. Inutile fare attentati

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Com’è possibile che in Italia non ci sia stato un grave attentato terroristico islamico, come quelli che hanno insanguinato Parigi nel gennaio e nel novembre del 2015, nonostante che siamo oggettivamente la principale porta d’accesso dei terroristi provenienti dal Mediterraneo?Nonostante che l’Italia sia per eccellenza il porto franco dei terroristi islamici, dove entrano, escono, risiedono ed operano a proprio piacimento, contando sul fatto che siamo l’unico Stato al mondo che ha legalizzato di fatto la clandestinità? Nonostante che la sicurezza interna sia stata gravemente minata dalla scomparsa nel nulla di almeno 240 mila clandestini, considerando che solo tra il 2014 e il 2015 sono entrati 330 mila clandestini, mentre risultano ospitati nei centri di accoglienza circa 90 mila clandestini?Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo che fa entrare centinaia migliaia di clandestini sprovvisti di documenti, limitandosi a registrare le generalità che loro declinano a piacimento, mantenendoli a proprie spese?Nonostante che la stragrande maggioranza dei clandestini che l’Italia accoglie siano giovani musulmani di sesso maschile dai 20 ai 30 anni, profilo corrispondente a quello degli attentatori delle stragi perpetrate ovunque nel mondo?Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo che collabora direttamente con gli scafisti, concordando tempo e luogo della consegna dei clandestini, e indirettamente con i terroristi islamici che dal 2011 controllano le coste libiche da cui salpano le imbarcazioni, evidenziando che scafisti e terroristi islamici sono soci in affari e si spartiscono i proventi del traffico dei clandestini? Nonostante che l’Italia sia l’unico Stato al mondo in cui i clandestini e gli immigrati si fanno beffe degli ordini di espulsione, continuando a risiedere nel nostro Paese con o senza documenti d’identità contraffatti modificando a piacimento le proprie generalità? Nonostante che tutti i musulmani, sulla base di un detto di Maometto, siano convinti che Roma, in quanto dimora della Chiesa cattolica e simbolo della cristianità, sarà sottomessa all’islam e, pertanto, legittimano ogni azione che persegua tale finalità?Nonostante che l’Italia, quale custode del più cospicuo patrimonio cristiano e culturale dell’umanità, abbia una infinità di obiettivi che secondo i terroristi islamici devono essere colpiti e distrutti, quali chiese e musei? Nonostante che lo stesso «califfo» Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello «Stato islamico» dell’Isis, abbia condannato l’Italia come il «nemico crociato», annunciato che saremo il loro prossimo bersaglio, anticipando la loro conquista con video, immagini e proclami altisonanti? Nonostante che le nostre forze dell’ordine, con un’età media di 45 anni, carenti sul piano dell’armamento e dell’addestramento, malpagate e non tutelate dalla legge, siano nettamente svantaggiate nella guerra sferrata da giovani terroristi islamici adeguatamente armati e determinati a morire da «martiri», dicendoci con il sorriso sulle labbra «così come voi amate la vita, noi amiamo la morte»?Nonostante che i nostri Servizi segreti, gettonatissimi dai «figli d’arte» che si garantiscono lauti stipendi a prescindere dai meriti, perseguono l’obiettivo minimale della prevenzione degli attentati ma non dello sradicamento delle cause che generano il terrorismo, intercettando solo la punta dell’iceberg ma ignorando l’iceberg?

Nonostante che il Ministero dell’Interno s’ispiri all’italica filosofia del «vivi e lascia vivere», astenendosi dallo scontro frontale con la struttura del terrorismo islamico radicata nel nostro territorio, limitandosi a espellere i singoli «burattini» e le «teste calde» che in modo improvvido si sono esposti pubblicamente? Nonostante che il nostro Governo pratichi la politica dello struzzo negando la realtà della guerra globalizzata e l’adozione di provvedimenti d’emergenza, escludendo un impegno militare diretto e mai e poi mai con forze di terra neppure in Libia?Nonostante che la nostra Magistratura sia sostanzialmente ingenua, lassista e ideologicamente collusa, pretendo l’abolizione del reato di clandestinità, legittimando e scagionando chi predica il terrorismo islamico equiparandolo alla libertà d’espressione? Nonostante che in Italia Stato e Chiesa convergano sulla legittimazione dell’islam a prescindere dai suoi contenuti e sulla proliferazione di moschee e di scuole coraniche? Nonostante che tradizionalmente l’Italia sia stata debole con il terrorismo, sottoscrivendo accordi sottobanco, a partire dal «Lodo Moro» negli anni Settanta con il colonnello Stefano Giovannone del Sismi, che ci preservava dagli attentati in cambio del consenso implicito all’attività logistica dei terroristi palestinesi sul nostro territorio, quali il transito dei loro militanti e il procacciamento delle armi? Ebbene, proprio perché l’Italia è la principale porta d’accesso e un porto franco dove i terroristi islamici operano a piacimento, che ha legittimato la clandestinità e l’auto-invasione collaborando con scafisti e terroristi, che mantiene a proprie spese chiunque sbarca e tra loro si annidano i terroristi, che ha forze dell’ordine e Servizi segreti inadeguati, un ministero dell’Interno e un Governo pavidi e inetti, una Magistratura compiacente, uno Stato e una Chiesa islamicamente corretti, non abbiamo finora subito un grave attentato terroristico islamico. La verità è che non ci colpiscono non solo perché non corrisponderebbe al loro interesse, ma perché sostanzialmente ci comportiamo come se fossimo già sottomessi all’islam. Prima ancora che ci taglino la testa, ci siamo arresi rinunciando alla nostra sovranità, dignità e libertà. Svegliamoci!magdicristianoallam.it
L’Isis non ci ha attaccato nonostante l’Italia sia porto franco per terroristi. Merito nostro: abbiamo rinunciato alla dignità ( http://it.thetodaypost.com/ )

BREVE COMMENTO A parte che i dati sull’immigrazione sono inaffidabili, il fatto è che nel paese di Mazzucco e Tommix è più difficile inscenare qualcosa di verosimile. In Francia c’è davvero chi pensa siano stati gli islamici dietro gli attentati di Parigi, così come in Spagna per gli attentati del 11-3-2004. In Germania c’è chi crede agli stupri di massa dei clandestini, altra fesseria al pari di chiamarli “migranti”. E, a quanto pare, anche Allam ci crede. Notate che, negli attentati di questo genere, gli esecutori “musulmani” muoiono sempre tutti. Quindi, non si possono interrogare per sapere chi li ha addestrati.
Ieri Renzi parlava di “più sicurezza” (= + spese militari), oggi ‘Attacco a Kabul, razzo contro l’ambasciata d’Italia, ferite due guardie afghane’. Ci stanno coinvolgendo.
Li hanno trasformati in ‘profughi’ per bypassare le leggi contro l’immigrazione clandestina e impiagano l’Europa come ‘campo di rieducazione’ a qualunque costo:’Svezia, famiglia ospita profugo e lui sgozza la bimba di 7 anni’.

17 gennaio 2016

Banche in crisi 2016: nuovi nomi istituti questa settimana e oltre nuove regole, procedure per indennizzi e risarcimenti ufficiali

Continua a essere alta l’attenzione sul mondo bancario perché sono tanti gli istituti in crisi. In vigore le regole del bail-in.

Questo è un periodo delicato per il mondo delle banche per via del recente crac che ha coinvolto quattro noti istituti. Nell’ultima nota di aggiornamento della Banca d’Italia è pubblicato l’elenco delle banche a rischio bail-in ovvero le nuove regole entrate in vigore anche in Italia, che prevedono il recupero delle perdite attraverso azioni e altri strumenti finanziari posseduti dagli investitori della banca. Ebbene, la lista comprende l’Istituto per il Credito Sportivo, Banca di Credito Cooperativo Irpina, Cassa di Risparmio di Loreto, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Rurale di Folgaria Banca di Credito Cooperativo, Banca Popolare delle Province Calabre, Banca di Cascina Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo Banca Brutia e Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto.
A queste banche vanno aggiunti gli intermediari non bancari Medioleasing spa, Commercio e finanza spa, EstCapital sgr, Prisma sgr. Stando alle nuove regole, ci sono alcune passività escluse dal bail-in ovvero non possono essere né svalutati né convertiti in capitale i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, cioè quelli di importo fino a 100.000 euro; le passività garantite, inclusi i covered bonds e altri strumenti garantiti; le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito; le passività interbancarie con durata originaria inferiore a 7 giorni; le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare.
I depositi fino a 100.000 euro, cioè quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi, come spiegato dalla Banca d’Italia, sono espressamente esclusi dal bail-in. Per quanto riguarda la stretta attualità, la Fondazione Cassa Risparmio di Ferrara ha notificato ricorso al Tar del Lazio contro la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e Finanze per l’annullamento per ottenere la sospensione ed emissione di adeguati provvedimenti cautelari, relativamente a tutti i provvedimenti emessi dal 21 novembre 2015 e successivi, nella procedura di risoluzione della crisi di CariFe per il rifiuto implicito al Fondo Interbancario di tutela dei depositi che chiedeva di assumere il controllo della banca romagnola. Il ricorso trova ragione nell’esproprio in pratica effettuato nei confronti degli azionisti e degli obbligazionisti pur in presenza di soluzioni alterna
( http://www.businessonline.it/ )

NOTA Non è corretto affermare che i liquidi su conto corrente sono al sicuro fino a 100 mila euro. Se il fondo interbancario di garanzia non dovesse essere sufficiente, anche essi sarebbero a rischio.