Archive for febbraio 2nd, 2016

2 febbraio 2016

Vediamo di capire i numeri

“Mio figlio ucciso da un clandestino, Renzi e Alfano devono pagare”: e li cita in tribunale

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David Raggi è stato ucciso nel marzo scorso da un clandestino che “non doveva essere lì”. Citati per danni il ministero dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
David Raggi (27 anni) è morto, ucciso senza motivo nel marzo scorso a Terni da un marocchino, Amine Aassoul (30 anni), clandestino e con un mandato di espulsione dall’Italia mai diventato realtà.
Se lo Stato lo avesse espulso davvero, se lo avesse portato al confine e rispedito al suo Paese, ora – forse – David sarebbe vivo.
Per questo la famiglia, dopo la condanna a 30 anni di reclusione per l’immigrato, ha deciso di portare in Tribunale il ministero dell’Interno, quello della Giustizia e la presidenza del Consiglio dei Ministri. La famiglia citerà Alfano, Renzi e il guardiasigilli per danni, chiedendo 2 milioni di risarcimento. La prima udienza è prevista il 6 giugno a Roma.
In particolare, scrive Terni Oggi, il ministero dell’Interno è stato citato in giudizio per non aver espulso dall’Italia l’omicida. Nonostante la richiesta di asilo fosse stata rigettata da una commissione e che dunque dovesse essere immediatamente cacciato dal territorio italiano. Il ministero della Giustizia, invece, sarebbe colpevole di non aver portato ad esecuzione un cumulo di pene che pendeva sulle spalle di Aassoul (6 anni di reclusione per vari reati).
“Aassoul non doveva essere a Terni al momento dell’omicidio – ha detto il legale – ma a questi due profili già noti se ne aggiunge un altro: chiamiamo in causa infatti la presidenza del Consiglio per il mancato recepimento della direttiva europea 80 del 2004, che prevede l’istituzione di un fondo di garanzia a tutela delle vittime dei reati gravi commessi da nullatenenti. Questa direttiva non è mai stata applicata dall’Italia, ma permetterebbe la liquidazione almeno delle provvisionali decise in sede di condanna, 400 mila euro”. “Non è l’aspetto economico ad interessarci – ha commentato Diego, il fratello di David – ma vogliamo dare un segnale perché nessuno patisca più quello che stiamo patendo noi. La colpa di quanto successo a mio fratello è dello Stato, perché sono mancati i controlli”.
( http://www.riscattonazionale.it/ )

Questa famiglia cerca di affogare la disperazione spillando un po’ di quattrini allo stato e ci riuscirà. Ma prima di accanirci contro  gli “immigrati cattivi”, vediamo di ragionare. Questi ragazzi ci sono inviati dalle elite a rieducare e diventare occidentali. per questo la legge Bossi-Fini fu smantellata fin dalla sua promulgazione dalla magistratura cattocomunista. In Italia, nessun immigrato può essere obbligato ad andarsene contro la sua volontà e le recenti leggi votate da PD, sinistra radicale e M5S rendono probabilmente più facile espellere un cittadino italiano che un clandestino.
Detto questo, ci siamo mai chiesti chi o cosa uccide i nostri giovani?
Orde di energumeni negroidi senza permesso di soggiorno armati di machete?
No signori, ad uccidere i nostri giovani sono gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, le stesse cause di morti che gli stranieri subiscono da noi.
Qui a Brescia, alla faccia della crisi, tutti i giorni muore gente per le due cause predette. E la cosa viene tacciata per normale anzi viene dipinta con un vago colore eroico quando morire in incidente d’auto è la cosa più stupida immaginabile: solo per la foga di trasferirsi velocemente da un posto all’altro.
Quanti italiani muoiono ogni anno per mano di stranieri? Forse 5 o 10. E quanti in incidenti d’auto? Almeno 10 mila, includendo pedoni e chi muore dopo settimane o mesi d’agonia che non sono solitamente conteggiati.
Per non parlare degli 80 mila decessi causati dal fumo (anche in questo caso sono molti di più). Quelle sigarette che sono in regalo ai “migranti” quando giungono negli alberghi dove li rinchiudiamo gentilmente per insegnare loro a diventare come noi: candidati all’obitorio prima del tempo.

2 febbraio 2016

Le foto della Luna scattate dalla missione cinese Chang’e 3

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Adesso sul sito della CNSA sono state rese pubbliche le foto scattate durante quell’avventura. Si tratta di immagini a colori che ritraggono il panorama lunare come non l’avevamo mai visto in precedenza e sono di grande importanza per gli scienziati perché permettono di esaminare scorci del nostro satellite con un dettaglio altissimo.
In particolare, il rover Yutu era dotato di una fotocamera panoramica (PCAM) costituita da una coppia di telecamere stereo a colori con sensori CMOS, risoluzione di 2352 x 1728 pixel e angolo di ripresa di 19,7 x 14,5 gradi.

Nell’ampio database per ciascuna immagine ci sono due o tre versioni, connotate come 2A, 2B e 2C. 2A e 2B sono in scala di grigio. Le foto contraddistinte come 2C sono a colori, a 8 bit; cliccando sulle miniature vedrete la versione PNG a colori o in bianco e nero a seconda dello scatto.
Su quest’altra pagina trovate invece le foto scattate dal Lander Terrain Camera (TCAM), alla risoluzione massima di 2352 x 1728 pixel. Anche in questo caso ci sono più versioni contraddistinte dalle stesse sigle indicate sopra.
Potete sfogliarle tutte, oppure dare una rapida occhiata a quelle che abbiamo selezionato per la galleria di questa pagina. Andreste a vivere li? ( http://www.tomshw.it/ )

Immagini uguali a quelle americane, ormai storiche, ma diverse dalle prime inviate dalla sonda cinese, prima che si “guastasse”. Forse fu “guastata” a suo tempo poichè non assomigliavano abbastanza a quelle della NASA.

2 febbraio 2016

Ex moglie conferma che David Bowie è vivo

David-Bowie_Jack-Steven

David Bowie e, a destra, il misterioso “produttore musicale” Jack Steven.

Angie Bowie, ex moglie della pop star britannica David Bowie, alimenta i sospetti che la morte dell’artista, dopo “18 mesi di lotta segreta contro il cancro”, sia stata fasulla. Ella afferma, infatti, in un programma TV: “penso che abbia inscenato la propria dipartita piuttosto bene“.
A questo punto, appare plausibile si sia trattato di una messa in scena pubblicitaria per promuovere il suo ultimo album, al contempo, ritirarsi a vita privata lontano dalle luci della ribalta.
Una ex convivente è certamente in grado di distinguere un uomo dal fantomatico Jack Steven che il giorno seguente il decesso si presentò su Sky a versare lacrime di coccodrillo per lo scomparso. Steven disse nell’occasione: “una parte di me è appena morta” riferendosi evidentemente alla celebrità, non alla persona in carne e ossa.