Archive for febbraio 9th, 2016

9 febbraio 2016

Se l’11 settembre non fosse morto nessuno?

Circolano in rete diverse teorie su come la beffa dell’11 settembre 2001 fu realizzata. Perché oramai solo i giornali e le TV di regime del mondo sostengono la verità ufficiale.
V’è perfino la teoria che nessuno o quasi perì nella realtà a causa del crollo delle due torri del WTC, dato per assodato che nessuno morì ufficialmente nel crollo pilotato delle Edificio 7.
Una informazione preziosa a supporto della tesi ci viene dal registro dei decessi di quel gioano nello stato di New York. Sembra infatti, come mostrato ne video sotto, che in quel giono ein quello successivo, il 12-9-2001 non si verificò nessuna impennata dei decessi a causa delle oltre 3000 persone rimaste sotto le macerie a Manhattan.

Anni or sono, avevo guardato filmati che suggerivano che le persone invocanti aiuto alle finestre fossero in realtà dei manichini mossi da qualcuno. In effetti, quel giorno migliaia di persone si erano regolarmente recate al lavoro al WTC ma, come io stesso ricordo, prima dei crolli erano state tutte evacuate. Persino quelle che si trovavano ai piani sopra i punti d’impatto degli aeroplani. Gli stessi documentari di Massimo Mazzucco riferiscono che almeno una rampa di scale rimase agibile dopo gli schianti a coloro che si trovavano in cima alle torri.
Ancora una verifica visuale. Tra le macerie dei tre edifici, letteralmente polverizzati, non si scorgono cadaveri ne tracce di sangue o arti smembrati nei filmati girati a caldo.

I piani colpiti dai due velivoli, che erano telecomandati come scrissi già 10 ani fa, erano probabilmente vuoti ma imbottiti di esplosivo.
Infine, sembra che moltissime delle vittime di quel giorno siano ancora vive, perfino tra i dirottatori. Qualche anno fa uscì la notizia che Mohamed Atta, capo dei terroristi forse era sfuggito agli attentati dato che qualcuno lo aveva segnalato vivo e vegeto da qualche parte in Medio Oriente.
Se la “matrix” in cui siamo immersi è talmente estesa da celare perfino la forma della Terra, a quel punto, tutto è possibile.

9 febbraio 2016

Il decreto salva-banche ha salvato migliaia di posti di lavoro

(Teleborsa) – Non tutto il male viene per nuocere ed anche il contestatissimo decreto salva-banche ha avuto effetti positivi, al di là delle perdite causate ai propri azionisti ed investitori, che devono ora ricorrere per via arbitrale.
Il salvataggio delle 4 banche regionali – Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti – ha consentito infatti di salvare circa 6 mila posti di lavoro a rischio, mentre la contrattazione sindacale è riuscita ad accompagnare circa 900 dipendenti alla pensione su base volontaria.
Lo ha detto il responsabile delle relazioni sindacali dell’ABI, Giorgio Mieli, nel corso di un’audizione alla commissione finanze della Camera. Il salvataggio finanziato con denari messi pro-quota dalle altre banche – ha ricordato – ha consentito di salvare tutte le attività delle quattro banche e la prosecuzione tutti i rapporti di lavoro con le nuove “good bank”.
Resta solo da risolvere l’impasse in tema di ammortizzatori sociali, provocata da una interpretazione restrittiva dell’INPS, ha concluso Mieli. ( http://www.teleborsa.it/ )

In altre parole, hanno mantenuto il posto di lavoro ai servi della pecunia moderna a compenso di avere mentito senza ritegno convincendo migliaia di ingenui risparmiatori con una pacca sulla spalla. Tutto era a posto, non c’era nulla di cui preoccuparsi,  la Banca d’Italia avrebbe vigilato e il governo sarebbe intervenuto. Notare che nel bel mezzo della bufera, a dicembre 2015, i bancari hanno ottenuto la ratifica della parte del contratto sui congedi parentali. Ennesima regalia ai suoi fidati sgherri. Mario Monti, per avere obbligato tutti quanti ad avere il conto in banca, è stato fatto senatore a vita, a nostre spese non dell’ABI. Questa è la sbobba indigesta che a tutti i pasti ci passa il “convento” dell’Italia terminale.
ADDENDUM Il resto è colpa della “DEPRESSIONE NON DIAGNOSTICATA” LURIDI BASTARDI: http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/02/09/news/senza-lavoro-coppia-si-uccide-con-il-gas-dell-auto-1.12926698
http://www.palermotoday.it/cronaca/villabate-suicidio-morto-incendio-auto.html

9 febbraio 2016

Esempi di persone che vivono felici senza soldi

Ci sono persone così povere che l’unica cosa che posseggono è il denaro.

Vivere senza soldi è davvero possibile? Come si fa a rinunciare a ricchezza e beni materiali o al proprio lavoro? Sono sempre più numerosi i casi di persone che nel mondo hanno detto stop al possesso di denaro, hanno chiuso il conto in banca e hanno rivoluzionato al propria esistenza, scegliendo l’autoproduzione, il baratto, una vita frugale in campagna che permettesse loro di coltivare il proprio cibo.

1) Daniel Suelo
Daniel Suelo nel 2000 ha rinunciato del tutto al possesso di denaro. Si è liberato del conto in banca, della patente e della carta di identità. Ha rinunciato a guidare l’auto e si è rifugiato in una caverna nello Utah. Il suo obiettivo è il ritorno ad une bonomia basata sul dono, a un sincero contatto con la natura e alla possibilità di fuggire al richiamo dorato della società dei consumi. Non si sente né ricco né povero, perché ricchezza e povertà non sono più termini di paragone che appartengono al suo mondo. Probabilmente è più felice e meno stressato di molti di noi.

2) Dan Price
Dan Price negli Stati Uniti è uno dei personaggi simbolo di una scelta di vita controcorrente.
Ha lasciato un lavoro molto stressante e ha deciso di vivere in una casa da Hobbit. “Perché dovremmo trascorrere la vita a pagare per una casa in cui non abbiamo mai tempo di vivere, dato che siamo sempre al lavoro?” – ecco la domanda principale che ha spinto Dan al cambiamento. E’ stato definito dalla stampa statunitense come un “povero intenzionale”, cioè come una persona che ha deciso di vivere con poco poiché ha compreso che l’essenza dell’esistenza non consiste nel possesso di denaro o di beni materiali, e che dietro le apparenze si nasconde un intero mondo da scoprire.

3) Elf Pavlik
Elf Pavlik ha rinunciato a soldi e passaporto, in nome di un mondo migliore. Da ben quattro anni vive senza soldi e passaporto come forma di protesta contro il sistema politico-economico che governa il mondo in cui viviamo. E’ apolide e negli ultimi anni ha vissuto in diverse parti dell’area Schengen.
Lavora instancabilmente ma non per soldi, bensì per dare voce alle sue passioni e per cercare di cambiare il mondo in positivo.

4) Emma Orbach
Emma Orbach, 58 anni, laureata a Oxford e madre di tre figli, ha mandato l’orologio indietro a un’esistenza quasi medievale e da 13 anni vive come un Hobbit, in una capanna di fango a 15 minuti a piedi dalla strada più vicina. Vive senza luci, TV, radio e acqua corrente a ovest del Galles. Una donna laureata e colta come lei, che ha trascorso la prima parte della propria vita lontana dalle faccende materiali, ma poi ha scoperto la vera felicità nel diretto contatto con la natura e nel lavoro dei campi. Taglia la legna, prende l’acqua da un ruscello, coltiva le sue verdure, si prende cura degli animali e vive serena a impatto zero.

5) Jose Mujica
Jose Mujica negli ultimi anni probabilmente è diventato il presidente più povero del mondo. A differenza di molti politici, ha deciso di rinunciare al 90% del suo stipendio e di donarlo ai poveri. Vive in una casa di campagna molto modesta e insieme alla moglie coltiva l’orto e conduce una vita molto semplice e spartana, in compagnia dei suoi cani. Stile di vita sobrio e reddito normale lo rendono l’esempio di come potere e ricchezza siano solo mete effimere.

6) La famiglia italiana in viaggio col baratto
Anna e Lucio, mamma e papà di Gaia, quando si sono resi conto che la loro bimba aveva disegnato un pollo quadrupede, hanno capito che nella vita di città qualcosa non andava e si sono messi in gioco con un viaggio per provare sulla loro pelle stili di vita diversi e sostenibili, tra fattorie biologiche e baratto. Sempre uniti hanno girato in tutta Italia grazie all’ospitalità di chi li ha accolti, portando al proprio seguito solo poche centinaia di euro, e hanno dato lo spunto per partire a tante altre nuove “famiglie in viaggio”.

7) Heidemarie Schwermer
Heidemarie Schwermer è l’autrice del libro “Vivere senza soldi” (Terra Nuova Edizioni) in cui racconta la propria esperienza di vita e le scelte controcorrente che ha compiuto nel corso degli anni. Ha deciso di rinunciare al conto in banca e a una casa di proprietà. A fondato una sorta di banca del tempo per incentivare il baratto e lo scambio gratuito di aiuto e di esperienza. Nel 1996 ha cambiato radicalmente il suo modo di vivere. Ha regalato la sua abitazione e i mobili e ha disdetto l’assicurazione sanitaria. La sua vita ha assunto un significato completamente nuovo nel distaccarsi dalle logiche economiche e dal denaro.

8) Dobri Dobrev
Dobri Dobrev oggi ha 98 anni, vive in Bulgaria, a Sofia. Nonostante l’età, la sua parziale sordità e le sue precarie condizioni di vita, ha portato a termine un’ambiziosa missione: aiutare i più poveri e i più sfortunati. Indossa indumenti riciclati e scarpe autoprodotte e trascorre gran parte della sua giornata a chiedere l’elemosina. Ma i soldi raccolti non sono destinati tanto al proprio sostentamento, quanto alla beneficenza a favore dei più poveri e delle persone bisognose.

9) Mark Boyle
Mark Boyle è un ex imprenditore del ramo dell’agricoltura biologica, è laureato in economia ed è convinto della stretta connessione tra felicità e rispetto dell’ambiente. Da novembre 2008 ha ideato uno stile di vita che prevede la totale assenza di denaro. Si è trasferito in un caravan a diretto contatto con la natura, per una vita verde ma felice. Per l’energia elettrica si serve di pannelli solari. Grazie al caravan ha detto addio al mutuo e alle bollette. Vive di baratto e alimenta questo nuovo stile di vita con la creazione della Freeconomy Community

10) Blair e Morgan McMillan
In questo caso la rinuncia non riguarda direttamente il possesso di denaro, ma la decisione di non acquistare strumenti tecnologici, cioè quei beni verso cui normalmente le persone riversano gran parte dei propri guadagni. Blair e Morgan McMillan si sono impegnati a vivere per un anno come se fossero rimasti al 1986. Hanno messo da parte la vita hi-tech e si sono convertiti alla quasi totale assenza di tecnologia. Mentre molte persone non riuscirebbero a vivere senza computer e cellulare nemmeno per un giorno… ( http://www.costaparadisonews.it/ )