Crisi, è il “semestre nero dei suicidi economici”. Ma l’Istat non li conta più

E’ stato diffuso ieri l’aggiornamento dell’Osservatorio sui suicidi del sociologo Ferrigni. Dall’inizio dell’anno 121 casi, il doppio rispetto a tre anni fa. Si litiga sull’attendibilità del metodo di rilevazione ma Istat da tre anni ha cancellato la sua e gli ultimi dati sono fermi al 2010. Ufficialmente il silenzio è dovuto alla difficoltà di attribuire al decesso una causa univoca. Ma potrebbe anche avere tutt’altre ragioni, anche politiche ( http://www.ilfattoquotidiano.it/ )

Naturalmente anche queste diatribe statistiche sono inventate. Il Fatto Quitidiano è edito da Chiarelettere che è un editore massonico. Ciò che scrive è frutto di fantasia non meno del Manifesto o del Giornale di Berlusconi. Le statistiche diffuse da Istat, INPS, CGIA di Mestre sono scritte ad uso e consumo del potere. Già “consumo”.
Tuttavia eventi del genere fanno riflettere. Come è possibile che la gente si tolga la vita per i soldi?
Hanno tanto fatto il lavaggio del cervello sul “lavoro” e il “consumismo” da spingere al suicidio.
Chi c’è dietro?
Conosco un tizio che oggi vive in povertà, di lavori saltuari e grazie alle elargizioni della sorella che deve avere una specie di pensione perchè fu operata di tumore.
Questo signore mi ha rivelato che anni fa aveva 170 mila euro sul conto corrente, una Mercedes 220 Kompressor e un “gippone” 5 porte.
Poi investimenti sbagliati, la controparte che gli ha fatto causa e il tribunale ha mandato all’asta la porzione di abitazione che condivideva col fratello.
Io, se avessi 170 mila euro sul conto corrente e due grosse auto, le venderei entrambe, poi mi trasferirei in alta collina o montagna affittando una malga a 200 € il mese (dotata di aqua corrente). Coltivando la mia verdura nel pezzo di terra adiacente, potrei vivere senza lavorare con mille euro mensili diciamo. 200 di affitto + 30-35 di Enel (senza canone RAI) + 15-20 di chiavetta internet mensili, 750 euro potrebbero essere sufficienti. Avendo venduto le due macchine avrei duecento mila euro sul conto che mi potrebbero bastare per quasi 20 anni. Se poi uno riesce a trovare lavoretto in loco, può campare tutta la vita senza l’assillo di rate, rogiti, mutui da onorare. “Senza bisogno di incatenarsi a niente” ci direbbe Bill Kaysing.