Canone Rai: la data del 15 maggio annunciata da Giacomelli per presentare l’autocertificazione deve slittare al 31 maggio

(Unione Nazionale Consumatori) – UNC chiede convocazione straordinaria del CNCU alla presenza del sottosegretario giacomelli i contribuenti non possono ancora compilare il quadro A
“Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sul canone Rai, che ha sospeso “l’espressione del parere, in attesa che l’Amministrazione svolga gli adempimenti”, il Governo non puo’ procedere come se nulla fosse, limitandosi ad uno spostamento dei termini per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni di esenzione dal 30 aprile o 10 maggio attualmente previsti al 15 maggio” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Spostare di 5 giorni i termini per l’invio telematico della dichiarazione suona come una presa in giro. Il ministero dello Sviluppo economico, infatti, deve rifare integralmente la nota del 22/2/2012 sui chiarimenti relativi alla definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni. Fino ad allora il cittadino e’ impossibilitato a presentare la dichiarazione di non possesso prevista dal quadro A della dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato, che, non a caso, attualmente cita e richiama la nota del 2012. Altrimenti il contribuente rischia di fare una dichiarazione mendace, con conseguenze penali. Il modellino attualmente predisposto dall’Agenzia delle entrate, quindi, va rifatto” ha proseguito Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori chiede, quindi, la convocazione urgente del CNCU, alla presenza del sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli.
Ricordiamo che anche il Consiglio di Stato considera quell’ “elemento informativo particolarmente utile per i cittadini (…) in riferimento all’autodichiarazione concernente il mancato possesso di apparecchi che gli stessi devono effettuare e alle conseguenze di carattere penale che possono derivare da una dichiarazione mendace”.
“Quanti giorni di tempo si intendono dare al cittadino per poter compilare la dichiarazione, considerato che siamo gia’ al 15 aprile e che, dal giorno in cui Agenzia ha emanato il modellino, ossia dal 24 marzo, sono gia’ trascorsi inutilmente 22 giorni?” ha proseguito Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori chiede lo slittamento al 31 maggio del termine per presentare la dichiarazione e lo spostamento al 15 giugno della data entro la quale l’ Acquirente Unico dovra’ a sua volta trasmettere alle imprese elettriche tutte le informazioni necessarie all’ addebito del canone nella bolletta elettrica. ( http://www.agi.it/ )

Come era ampiamente prevedibile, sul canone RAI si stanno incartando. Io stesso avevo sollevato il problema di chi, come il sottoscritto, impiega un regolare televisore come monitor del PC via HDMI, dotato di decoder ma mai connesso ad una antenna.
Poi esiste il fatto che, grazie alla la banda larga nella telefonia mobile, si vede la TV via internet su tablet e smarthphone che non sono televisori, ne hanno decoder. identico discorso per i comuni PC collegati via ADSL su doppino telefonico.
Colgo l’occasione per ribadire la risposta al quesito che molti si pongono: come mai il segnale RAI non viene semplicemente criptato e la visione riservata a chi sia fornito di abbonamento?
Il motivo è banale, se volete. Il servizio pubblico è stato inteso a materializzare e integrare lo stato nazionale attraverso la programmazione sistematica, il lavaggio del cervello mediatico a creare il popoli italiano.
Esempio: se la RAI fosse a pagamento, il 90% degli stranieri residenti da noi, se non altro per risparmiare, ne farebbe volentieri a meno. Si accontenterebbero delle centinaia di canali in chiaro, terrestri o satellitari anche nelle loro lingue. Ergo, il compito “rieducativo”, “unificante” del servizio pubblico perderebbe di consistenza, s’affievolirebbe la forza d’urto sull’inconscio collettivo. Questo è la vera e sola ragione per la quale la RAI non può venire oscurata a nessuno. Capito?