L’attentato a Ronald Reagan finito nel dimenticatoio

Sarà che il presidente miracolosamente non morì ma suona strano che l’attentato a Ronald Reagan del 30 marzo 1981 sia così poco dibattuto nell’ambito del “complottismo”.
In quel caso, si trattò di un solito pazzo solitario di nome John Hinckley che fu dichiarato in seguito non colpevole per insanità mentale. Secondo la storia ufficiale costui era uno squilibrato ossessionato dall’attrice Jodie Foster nella sua interpretazione nel film Taxi Driver.
Si è dibattuto a lungo sull’assassinio di Kennedy che probabilmente fu una beffa mentre questo è caduto nell’oblio. Reagan era appena uscito dall’hotel Hilton a Washington dove aveva tenuto un discorso per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza.
Reagan fu colpito a soli 69 giorni dal suo insediamento. Se fosse deceduto, a trarne vantaggio, secondo quanto prevede la costituzione americana, sarebbe stato George Bush senior essendo vice-presidente.
Solo qualche giorno prima della sparatoria, Bush aveva ricevuto l’incarico di gestire le situazioni di emergenza a dispetto della contrarietà espressa dal Segretario di Stato Alexander Haig.
Reagan fu rieletto nel 1984, poi Bush divenne presidente nel ’88.