Doppio attacco al canone RAI

Seppur non schierato, c’è un alleato autorevole nella battaglia di chi prepara la class action contro i 100 euro di canone Rai nella bolletta elettrica: il Consiglio di Stato, che ha appena riversato sul decreto ministeriale una raffica di contestazioni. «Oltre a mettere a rischio i tempi della riscossione, il Consiglio di Stato rafforza le nostre critiche, a partire da quella legata alla privacy» chiarisce a Panorama il costituzionalista Luca Antonini, che con il forzista Renato Brunetta punta da una parte sulla sollevazione popolare della petizione lanciata sul sito mandiamoacasarenzi.it, dall’altra su una class action affidata a una decina di testimonial anticanone: versando i 30 euro a testa di contributo unificato previsti per il ricorso tributario, a luglio si intesteranno la battaglia, sollevando in commissione tributaria l’incostituzionalità della tassa. Sempre che si arrivi alla bolletta estiva da impugnare in tribunale. Perché dopo i rilievi del Consiglio di Stato (oltre alla scarsa privacy ha criticato l’oscura definizione di «apparecchio tv» e la poca chiarezza sulle categorie di utenti che devono pagare) sono tanti a intimare l’altolà al governo: il presidente della Commissione di Vigilanza Rai chiede la sospensione della prima rata; il Codacons, come Maurizio Gasparri e altri, chiedono invece la rinuncia totale al canone in bolletta. Visto il pasticcio, l’avvocato tributarista Luigi Piccarozzi propone il rinvio all’anno prossimo «per modificare la legge, e intanto il canone si potrebbe pagare con il modello F24». Piccarozzi intanto ha trovato l’escamatoge per evitare il pagamento dei 30 euro ai 1.500 consumatori che si sono rivolti a lui per la class action: per i ricorsi cumulativi che superano i 52 mila euro (come quello dei suoi clienti, considerando i 100 euro di canone a testa) il contributo totale si ferma infatti a 1.518 euro. Quindi i suoi clienti verseranno meno di un euro a testa. critiche del Consiglio di Stato siano rivolte a questioni formali e non all’impianto della riforma, il sottosegretario Antonello Giacomelli ha annunciato solo il rinvio dei termini (al 15 maggio) per l’autocertificazione di chi non deve pagare. Tra breve dovrebbe essere pronta anche la modifica al regolamento, in omaggio al Consiglio di Stato. Ma considerando i tempi dei vari passaggi, non è così certo che la bolletta della discordia arrivi a luglio. (Antonella Piperno) ( http://www.codacons.it/ )

Si poteva prevedere che la storia del canone in bolletta sarebbe finita in farsa, spero non in tragedia. In Italia comanda la gente che non lavora, vi ho spesso scritto. Da noi, coloro che s’inalberano contro l’evasione fiscale e manifestano per l’onestà godono di pensioni-baby statali e altre prebende. Di certo, il canone TV non l’hanno mai versato. Tutta questa “ammuina” mira unicamente a riportare le cose come stavano prima: solo i fessi devono pagare il balzello. Tutto qui il senso della querelle.
FUORI CONTESTO ‘Le mille Amazzoni di Allah in Libia’ AHAHAHAH Non sanno più cosa inventare, secondo me, lo fanno apposta a diffondere notizie surreali per lasciare capire che Isis e il resto è tutto finto. Vogliono solo fare entrare milioni di africani in Europa e costituire il ‘popolo europeo’ del nuovo progetto demoniaco.