Scandalo internazionale, ma la frase citata da Trump non è di Mussolini…

Trump

Che scandalo, quanti indignati per la frase che il candidato repubblicano alla corsa per Casa Bianca Donald Trump ha twittato: “Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora”. Però pochissimi, anche qui in Italia, sanno che la frase non era di Mussolini, che comunque la fece sua, ma da un bersagliere della Grande Guerra: Ignazio Pisciotta, militare e scultore, nato a Matera nel 1883 e morto a Sanremo nel 1977, generale dei Bersaglieri. Ma al tempo della Grande Guerra Pisciotta era un capitano, un ufficiale già mutilato di guerra nonché valoroso combattente, perché benché ferito nel 1911, riuscì a farsi arruolare nuovamente come ufficiale di collegamento, nonostante avesse una mano di meno, la destra. Questo non gli impedì però di vergare con la sinistra sui muri sbrecciati dai combattimenti, le celebri massime che ispirarono Mussolini e il fascismo per tutti gli anni a venire; sua infatti è la frase “Meglio vivere un giorno da leone che cent’anni da pecora”, ancora oggi utilizzata ed entrata nell’immaginario collettivo degli italiani, e non solo degli italiani, a quanto pare, così come l’altra frase “Tutti eroi, o il Piave o tutti accoppati”, che tanto incitamento e impulso dette alle nostre truppe per passare quel fiume e vincere la guerra. Dopo la Seconda Battaglia del Piave fu decorato sul campo dal re in persona con una seconda Medaglia d’argento al Valor militare per il suo eroismo. Fu in questo periodo che ideò e scrisse sui muri dei teatri di guerra le famose incitazioni patriottiche “Tutti eroi! O il Piave o tutti accoppati!”, e la più celebre “Meglio vivere un giorno da leone che cent’anni da pecora”, che colpirono Mussolini e che fu rilanciata con grande fortuna durante tutto il ventennio fascista, finendo anche sui libri di testo. ( http://www.secoloditalia.it/ )

Mi ha incuriosito questo evento. Naturalmente che Donald Trump abbia fatto sua la frase non è affatto casuale. Niente a certi livelli avviene per caso.
Se ben ricordate, anche Berlusconi 20 anni fa, “scendendo in campo”, diede scandalo alludendo a Mussolini come esempio virtuoso.
Si tratta di giochi di potere. Gli Stati Uniti d’America stanno collassando sotto il peso delle loro immense contraddizioni interne a iniziare dal mai risolto conflitto razziale tra bianchi e neri.
Solito cliché. Nel 1933 la Germania si trovava in una condizione similare, di imminente implosione, del dopo Weimar, e i poteri occulti ebbero bisogno del “uomo forte” per controllare la popolazione. Non importa fosse nemmeno tedesco bensì austriaco.
L’operazione Trump è, a mio avviso, un astuto stratagemma del Potere per auto-conservarsi. Lo stesso Ted Cruz, rivale per la nomina a candidato repubblicano, ha dichiarato che Trump è appoggiato dai media principali che, nel contempo, si indignano per le sue posizioni “estremiste”.
Trump è sospettato di vicinanza al KKK (Ku Klux Klan) che mi sembra niente altro che una struttura para-massonica necessaria a schedare gli oppositori alla società multirazziale. Ovvio che, a tali livelli, queste cose si sanno. Quindi Trump, similmente a Berlusconi, non può essere ritenuto un personaggio genuino.
Ebbene sì, pur di controllarci, sono disposti a resuscitare quella buonanima del Duce. Corsi e ricorsi storici, suggerirebbe il filosofo partenopeo Vico.