La quinta essenza di Matrix

Asili nido, crollano le iscrizioni. Nel Sud ci vanno solo il 3,5 dei bambini
A Reggio Calabria, 190mila abitanti, esiste un solo asilo nido comunale e una lista d’attesa di 5mila bambini. Renzi aveva promesso mille asili in mille giorni: dove sono? Servono soldi dello Stato e una campagna di crowdfunding in tutti i comuni.

di Antonio Galdo

DIMINUZIONE ISCRIZIONI ASILO NIDO – I MOTIVI DEL CALO DELLE ISCRIZIONI NEGLI ASILI NIDO –

Perché questa caduta verticale? I motivi sono diversi. In primo luogo c’è un effetto scoraggiamento, anche perché le liste d’attesa sono interminabili e senza speranze. Mentre a Trento, il 23 per cento dei bambini sotto i 3 anni trova un posto, a Reggio Calabria, con 190mila abitanti, esiste un solo asilo nido comunale, e la lista d’attesa comprende 5mila bambini.
Un altro fattore è legato all’impoverimento delle famiglie e al parallelo aumento dei prezzi. I redditi scendono, i genitori devono stringere la cinghia, ma nei comuni aumentano i prezzi. Oggi l’iscrizione di un bambino all’asilo nido costa, in media, 300 euro al mese, che possono diventare anche 600 come nel caso del comune di Lecco. Troppo, per il periodo economico che stiamo attraversando. Infine, pesano il calo della natalità e la diminuzione dell’occupazione femminile: le donne hanno meno lavoro e più tempo per stare a casa, così risparmiano sulla retta degli asili.

L’INTERVENTO DEL GOVERNO –
Per invertire la tendenza servirebbe una vera scossa. Matteo Renzi l’aveva annunciata con uno slogan: «Apriremo mille asili in mille giorni». Ma l’impegno è rimasto una frase ad effetto, mentre nella realtà gli asili si continuano a chiudere e molti comuni preferiscono dare in gestione a privati esterni il servizio della scuola dell’infanzia. A un intervento pubblico si dovrebbe poi abbinare, comune per comune, una ricerca di soldi privati, attraverso il meccanismo del crowdfunding, che si presta bene per questo tipo di iniziative. È importante riuscire a farle presto queste cose, prima che la fuga dagli asili diventi irreversibile. ( http://www.nonsprecare.it/ )

L’astuzia del potere induce a scrivere articoli farneticanti come sopra che cito a esempio. Il vero problema è che le donne (o un genitore) dovrebbero rimanere a casa accudendo i figli anziché essere costrette a lavorare. Il lavaggio del cervello consumista per il quale la priorità, perfino nelle coppie che si amano, sono “la macchina nuova”, la “casa al mare”, “il televisore da 55 pollici 4k” e minchiate simili.
Conosco coppie che hanno fatto debiti per il viaggio di nozze, “pacchetto” da 20 mila euro. Se due si vogliono bene, questo fatto basta e avanza, senza bisogno di indebitarsi per nessun “viaggio”! Io quando a casa di amici vedo il canale TV che si occupa solo di automobili usate in vendita mi sembra di essere un alieno proveniente dalla galassia di Andromeda!
L’auto è solo un mezzo di trasporto, purtroppo reso indispensabile, ma tale rimane. C’è gente che ancora si preoccupa della potenza, della ripresa o della velocità massima quando sono 30 anni che perfino le utilitarie superano abbondantemente in prestazioni i limiti consentiti dal codice della strada.
Ho già toccato la questione tabacco. C’è gente che s’indigna di fronte ai progetti degli “sporcaccioni” per ridurre la popolazione mondiale tramite i vaccini e poi fuma. Ma se l’astuzia più subdola messa in campo per il depopolamento è proprio il fumo di sigaretta! Decine di milioni di morti a causa diretta o indiretta del tabagismo nel mondo, 80 mila solo in Italia, ogni anno. Il latte è bianco, il tabacco è nero come l’asfalto. Chi pensate ci sia dietro la strage quotidiana negli incidenti stradali?
Probabilmente, ci sono mamme che s’interrogano sull’opportunità o meno di fare vaccinare il proprio bimbo, tra una sigaretta e l’altra!
Mi fanno poi sorridere coloro che blaterano di “Km zero” e “dieta vegana” e poi consumano banane, ananas o frutta fuori stagione che deve essere importata da paesi lontani con dispendio di energia e conseguente inquinamento ambientale.
Attenti amici, Matrix è più pervasiva di quanto ci appaia.