Crisi Venezuela, Maduro: “Occuperemo le fabbriche.” Paese sull’orlo del collasso

E’ sempre più tesa la situazione in Venezuela. Il paese sudamericano è infatti da mesi alle prese con un’asfissiante crisi energetica che ha indotto il presidente di Nicolas Maduro a decretare lo stato d’emergenza, da ieri prorogato di Venezuela-crisi-negozi-675altri 60 giorni.
In un discorso pubblico, tenuto nel centro di Caracas davanti a migliaia di sostenitori, il presidente bolivariano ha usato toni durissimi, minacciando l’intervento militare: “Prendiamo – ha detto- tutte le misure necessarie per recuperare l’apparato produttivo paralizzato dalla borghesia. Chiunque voglia fermare la produzione per sabotare il Paese dovrà andarsene, e chi non lo fa va ammanettato.” Ancora, quindi, non si può essere certi che, quella che era partita come una crisi transitoria, non si trasformi in un vero e proprio moto politico: “Mi aiuterete a recuperare tutte le fabbriche paralizzate- ha arringato il presidente Maduro. E rivolgendosi alle forze armate ha poi ammonito i militari a prepararsi a “qualsiasi scenario”, nella necessità di “radicalizzare la rivoluzione”. Nessuno, al momento, è in grado di dire quale potrà essere il reale effetto di queste dichiarazioni. Fatto è che il Venezuela si trova a dover gestire una crisi enorme che ha portato il governo a ridurre la settimana lavorativa dei dipendenti pubblici a due giorni soltanto. Si lavora infatti il lunedì ed il martedì. Questa scelta è stata fatta nell’ottica di risparmio energetico e di razionamento di cibo e carburante.
Ovviamente, la responsabilità di una tal situazione, viene imputata ad un’ingerenza americana nelle questioni nazionale. Come ha spiegato lo stesso Maduro, lo “stato di eccezione ed emergenza economica” si è imposto nel tentativo di “sconfiggere il colpo di Stato e la guerra economica” che gli Stati Uniti stanno conducendo in Venezuela “attivando richieste promosse dalla destra venezuelana”. ( http://www.newnotizie.it/ )

Il Venezuela paga un prezzo elevatissimo per la sua ribellione all’imperialismo americano. Eliminato Hugo Chavez (il cui omicidio mascherato da malattia o incidente predissi diversi anni prima), la Casa Bianca procede all’azzeramento dell’economia del paese. Esattamente come sta facendo con Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Francia.
Mi fa venire la pelle d’oca constatare come, di fronte all’ecatombe che ci si para innanzi, da noi ci sia gente che si preoccupa ancora del calcio, della macchina nuova, di visitare il centro commerciale appena inaugurato eccetera.
FUORI CONTESTO ‘Il ministro Giannini: “Scuole aperte anche d’estate e la domenica”‘. Meglio i ragazzi (multirazziali) vadano a scuola la domenica che all’oratorio… o no? ‘Renzi: “L’Ue ci riconosce la flessibilità”‘ Ovvio, in cambio dei matrimoni-gay, utero in affitto e l’ingresso di milioni di africani.