Neppure ai francesi piace il Jobs Act

Neppure ai francesi piace il Jobs act

Nuovi e più gravi scontri a Parigi nel corso di una manifestazione contro la legge di riforma del lavoro. Vere e proprie scene di guerriglia si sono registrate  a Montparnasse, dove gruppi di giovani hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. Il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha annunciato davanti al Parlamento che in questa nuova giornata di scontri sono state fermate 49 persone “in possesso di armi improprie, acidi, proiettili”, annunciando “massima fermezza” con i violenti.
Problemi anche in altre città della Francia: a Nantes un fotoreporter è stato ferito dal lancio di una bottiglia mentre riprendeva proprio alcuni scontri. A Rennes sono stati fermati otto giovani. Tremila autotrasportatori – una delle categorie più interessate dal provvedimento –  hanno bloccato la zona portuale di Le Havre.
Ma il presidente francese Francoise Hollande ha ripetuto, nel corso di un’intervista a Europe 1, che non ha intenzione di fare alcun passo indietro sulla riforma del lavoro. ( http://www.ilgiornaleditalia.org/ )

Il gioco del domino. In Francia come in Italia è in corso un feroce piano di americanizzazione anticristiana. Prima la legge draconiana contro i simboli religiosi col pretesto del rispetto dei musulmani, fatti entrare appositamente. Ora lo (Steve) Jobs Act.
Hollande, al pari di Tsipras in Grecia, sta distruggendo il suo paese ma per prima legge, appena eletto, fece passare i matrimoni-gay.
Ho già puntualizzato che gli attentati islamici di Madrid del 11-3-2004 (quasi 200 morti) furono eseguiti per fare vincere Zapatero rovesciando tutti i sondaggi. Zapatero fece subito i matrimoni-gay e devastò economicamente il suo paese.
In cambio della legge Cirinnà, Renzi ha appena ottenuto dalla UE la “flessibilità”, un po’ di sfondamento nei conti pubblici.
Solito cliché che è una parola francese.