L’illusione della democrazia

L’Inps propone il taglio dei vitalizi, Renzi: “Non si può fare”
Tito Boeri, il presidente dell’Inps, ci ha provato. Ma combattere contro la casta, anche se dall’interno, è quasi impossibile. L’istituto pensionistico ha messo sul tavolo del governo una proposta intitolata “Non per cassa ma per equità”. Si trattava di un progetto che perseguiva la finalità di “abbattere la povertà, riducendola almeno del 50%, fra chi ha più di 55 anni di età e garantire una transizione più flessibile dal lavoro al non lavoro e viceversa”. Per fare questo Boeri aveva individuato nelle pensioni più alte e nei vitalizi dati per cariche elettive le aree in cui tagliare per poi ridistribuire a chi ora prende meno. Nel dettaglio la proposta prevedeva un reddito minimo garantito di 500 euro al mese per una famiglia con almeno un componente ultra 55enne con varie distinzioni come per esempio quelle tra chi ha una casa di proprietà e chi è in affitto. Per reperire tali risorse si sarebbe dovuto rimodulare le pensioni di chi ha più di 65 anni che oggi finiscono anche al 30% della popolazione con i redditi più elevati. Inoltre si sarebbero tagliati di circa il 50% i vitalizi di circa 4 mila politici.
Il governo ha risposto quasi subito e il concetto è stato chiaro: “No, grazie”. Renzi ha detto: “Penso sia un errore tagliare le pensioni, dobbiamo dare fiducia agli italiani”, tralasciando ovviamente il fatto che le pensioni tagliate sarebbero state quelle cosiddette “d’oro” e non certo quelle di chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Dal ministero fanno sapere: “I contenuti delle proposte di Boeri erano noti al Ministero del Lavoro, che le ha ritenute un contributo utile al dibattito sulla riforma delle pensioni. Al momento si è deciso di rinviare perché quel piano, oltre a misure utili come la flessibilità in uscita, ne contiene altre che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi”. ( http://www.socialnotixweb.com/ )

I vitalizi e i privilegi delle varie caste statali (non unicamente parlamentari, pure magistrati, militari, funzionari, dirigenti ministeriali e periferici) non si possono toccare poiché a Renzi servono per fare passare “democraticamente” tutte le porcate anticristiane e antiumane: i matrimoni-gay, l’incesto, l’eutanasia, OGM, lo ius soli, l’abolizione di ogni riferimento alla religione nella vita pubblica, soldi nostri alle banche e alla UE, droga libera ecc.
Strano che i “complottisti” tacciano, strano davvero.
Articoli di approfondimento:  NEXUS febbraio – marzo 2016