Archive for giugno 6th, 2016

6 giugno 2016

Pagina strappata dall’Italia (postale) terminale

Stasera mi telefona Angelo Iacopino che ha scritto la recensione di CALEIDOSCOPIO MARTE per Enigmi di giugno ora in edicola. Tra una cosa e l’altra, salta fuori che il mio libro gli è arrivato danneggiato, manca la prima pagina ove era scritta la dedica. Solo quella manca. Il libro era un omaggio promozionale in favore della recensione dopo che una segnalazione già era uscita a maggio su UFO International Magazine.
Quando avevo consegnato il pacchetto alla dipendente dell’ufficio postale del mio paesello aveva sollevato questioni alla mia richiesta di spedire tramite piegodilibri.
Le avevo fatto notare che dentro c’era davvero un libro e potevano tranquillamente verificarne il contenuto. Il libro era avvolto in una busta di plastica trasparente, per assicurarne l’impermeabilità, a sua volta contenuta in una regolare busta postale imbottita acquistata in cartoleria.
Il destinatario ha recuperato la busta onde soddisfare la curiosità provocata dal mio disappunto per l’accaduto. Risulta essere stata aperta e richiusa impiegando colla in qualche maniera.
Non capisco quale mente contorta possa avere commesso tale cattiveria. Aprire il pacco per strappare la prima pagina contenente la dedica scritta a pennarello con data.
Mala tempora (postali) currunt.
Albino Galuppini - Caleidoscopio Marte - copertina

6 giugno 2016

SpaceX peggio della NASA, meno credibile ancora

Almeno la NASA qualche razzo, vedi lo Space Shuttle, lo inviava veramente in alta atmosfera per farlo inabissare in fondo al mare lontano da occhi indiscreti. Naturalmente privo di equipaggio.
La crisi globale morde anche gli avventurieri del cosmo, evidentemente.
SpaceX, la nuova frontiera privata dell’esplorazione spaziale, si affida alla grafica computerizzata nota come CGI.
Ai lanci dei loro razzi, che sembrano perfino meno attendibili di certi videogiochi di ultima generazione, non presenziano mai giornalisti, non ci sono filmati ripresi da spettatori o fonti indipendenti. Questo perché, tutto ciò che fa SpaceX è prodotto al computer. Elon Musk non deve nemmeno più investire in razzi che esplodono sulla rampa di lancio o a pochi secondi dal decollo. Oggi come ai tempi di Bill Kaysing.
Osservate semplicemente il pennacchio di fumo e fiamme emesso dall’ugello di scarico. Appare irreale, diverso da quello dei razzi NASA che, quantomeno, dalla rampa di lancio si staccavano per davvero.