Renzi blinda la poltrona: referendum a novembre ma se perdo non lascio

Ora il premier non parla più di dimissioni e anticipa la data del voto: può essere il 6.
Lo «spacchettamento» del referendum costituzionale in più quesiti? «Non sta in piedi». Matteo Renzi mette la definitiva pietra tombale sulla scombiccherata proposta (cucinata dai Radicali Italiani) di smembrare la riforma in vari capitoli sottoponendo ciascuno al Sì o No degli elettori. (Il Giornale)

Come vi predissi mesi fa, il referendum costituzionale costituisce un problema per gli USA e la massoneria. Non sanno cosa fare.
Il loro problema è eliminare le province, i piccoli comuni e le comunità montane, (come da programma Cottarelli e M5S) per impedire agli enti locali di opporsi all’immissione coatta di milioni di africani a arabi a godere della droga di stato, il wi-fi libero e l’insegnamento della lingua inglese. Tutto finanziato dal “reddito di cittadinanza” pentastellato.
I costi della politica romana rimarrebbero immutati e pure i costi della politica locale, verrebbero solo eliminate le elezioni provinciali e del senato che è il solo ed unico obbiettivo.
La riforma non prevede alcuna responsabilità dei magistrati che non applicano le leggi, nessuna rivalsa, nemmeno sui famigliari, sui politici che rubano. Oggi, come dopo il referendum, se un deputato ruba un milione di euro e li versa sul conto della moglie alle Seychelles, se gli va proprio male, gli tolgono la scorta (forse neanche il saluto).
La “sparata” di Trump contro Salvini appena prima delle elezioni amministrative ha dato il via libera  alla CIA per l’assassinio di Buonanno come monito a chi si oppone al TTIP e ai “migranti”.
Renzi ora vorrebbe tenere la consultazione il 6 novembre in concomitanza con le elezioni presidenziali in USA. Non è un caso. Forse il suo spin doctor americano gli ha ordinato questo, escogitando come alterare il risultato al pari delle presidenziali in Austria.
La Casa Bianca vorrebbe mettere subito Di Maio a palazzo Chigi, come vi ho già anticipato, per fare passare in fretta, Ius soli, e poteri devoluti alla UE ma l’architettura istituzionale italiana lo impedisce senza nuove elezioni politiche.
In tal caso, pure non sarebbe garantita la vittoria M5S in quanto, su tutti i temi scottanti, i grillini si tengono ben abbottonati per non scoprirsi agenti del NWO.
Per cui, siamo all’empasse. E buona notte al secchio.