Cannabis, la prima volta del Parlamento: in aula la legalizzazione. Barricate degli alfaniani

Sì all’uso personale, all’autocoltivazione e ai “maria social club”: la proposta elaborata dall’intergruppo di Della Vedova (Scelta civica) approda a Montecitorio. Non era mai successo nella storia della Repubblica e i numeri – trasversali – per l’approvazione sembrano esserci. Salvo che i centristi non mettano sul tavolo la sopravvivenza del governo Renzi. Pagano (Ap): “In confronto le unioni civili sono state una passegiata” (Il Fatto Quotidiano)

Renzi e Grillo hanno fretta di legalizzare la droga, prima le leggere, poi tutte. Ve lo dico da anni. Dietro ci sono le multinazionali globali del tabacco che ci impiegano come mercato per i loro gingilli, Ipad, Big Mac, Spinelli. La cannabis è un affare d’oro, dato che in parecchi soggetti da molta più assuefazione rispetto alla nicotina, quindi fidelizza meglio il cliente.
Mi scappa da ridere perchè io penso che, per svariati motivi, la legalizzazione della droga non riscuoterà grosso successo. Quindi, in nome del TTIP, il governo “equo-solidale” dovrà consentire la pubblicità alla droga (mentre per il tabacco è da decenni vietata, Legge 165 del 10/4/1962) e i vari Piero Angela della situazione dovranno produrre costosissimi documentari per la RAI a sostegno degli effetti benefici sul QI del farsi le canne.
E gli strafatti del Fatto (Chiare lettere = massoneria) scriveranno: “chi non si droga è un euroscettico simpatizzante dell’Isis”!
AHAHAHAH