I docenti lombardi restano a casa: in asilo uno su tre arriverà dal Sud

Il 30% dei posti a chi ha vinto il concorso 2012 in altre regioni
Milano, 10 settembre 2016 – Scuole d’infanzia, via alle assunzioni di docenti a tempo indeterminato. E una cattedra su tre andrà a chi, fino a ieri, ha insegnato e accudito bambini nelle materne calabresi, siciliane e laziali. «Per la prima volta nella storia della scuola, in presenza di un nuovo concorso, quello che si sta per concludere, il ministero dell’Istruzione assume i vincitori dell’ultima procedura concorsuale, quella del 2012. Per mettere un’altra toppa». A introdurre la questione è Massimiliano Sambruna, segretario della Cisl Scuola Milano. Oggi si apriranno in tutta la Lombardia le operazioni per le immissioni in ruolo dei professori di ogni ordine e grado (dalle materne alle superiori). Metà dei posti sarà assegnata ai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (le cosiddette «gae»). L’altra metà ai vincitori del concorso, sempre che le procedure si concludano entro il 15 maggio.
Non per le scuole d’infanzia, dove gli insegnanti nella gae sono diverse migliaia, «almeno 2mila a Milano», precisa Sambruna, e al concorso, a livello lombardo, si sono presentati in 3.500 candidati. «E siamo ancora alla fase di correzione degli scritti». Per le materne, i posti disponibili in organico in tutta la regione sono appena 400. Non tutti andranno a docenti lombardi o che hanno lavorato in Lombardia.
«Il ministero dell’Istruzione – spiega Sambruna – ha chiesto a ogni Ufficio scolastico regionale di accantonare il 30 per cento di questi posti per i vincitori del concorso 2012. Obiettivo: sanare le situazioni di precariato in altre regioni. E rispondere a chi ha contestato il mancato coinvolgimento del personale dell’infanzia nel piano di assunzioni della Buona Scuola». L’altra strada seguita dal ministero per regolarizzare decine di migliaia di prof. Questa «toppa del 30 per cento», per usare il termine del segretario Cisl Scuola Milano, non favorirà educatori e insegnanti da anni operativi nelle scuole milanesi o bergamasche, bresciane o varesine «perché i vincitori del concorso 2012 in Lombardia erano stati tutti assunti. Invece in regioni come Calabria, Sicilia e Lazio – prosegue Sambruna – sono tanti quelli ancora senza posto fisso. Ma lo ripeto: non è mai successa una cosa del genere. Tutte le liste dei vincitori nelle altre classi di insegnamento del precedente concorso, sono state azzerate per lasciare spazio alle nuove leve».
Facendo due calcoli, sui 400 posti disponibili per le immissioni in ruolo all’infanzia, 169 saranno quelli accantonati. «Per paradosso, se tutti scegliessero Milano – conclude il sindacalista – dove le assunzioni saranno 242, rimarrebbero soltanto 73 posti a disposizione di chi porta avanti le scuole materne milanesi da anni. E che magari si era trasferito da altre regioni in passato pagandosi un affitto o prendendo casa in Lombardia per una scelta di lavoro e di vita». Per 169 insegnanti, invece, si apriranno i battenti delle materne lombarde anche se non ci hanno mai messo piede. E potrebbero anche non mettercelo dopo, «perché in molti faranno richiesta di assegnazione provvisoria sulle scuole nella regione di origine, per riavvicinarsi alla famiglia. E a quel punto, scatterà una nuova ondata di supplenti». ( http://www.ilgiorno.it/ )

Vedete che praticamente, i poteri forti che hanno fatto l’Italia sacrificano l’efficienza della scuola pur di dare un posto di lavoro garantito ai meridionali. Altrimenti costoro andrebbero nella mafia, che è la loro mentalità [= mancata accettazione dell’unità savoiarda], mettendo a repentaglio l’unità nazionale. In Lombardia, Maroni (che è un agente dei poteri occulti) tartassa i lombardi per le scuole i cui alunni e docenti sono in buona parte non lombardi.
Come vi ho spiegato diverse volte, impiegano le regioni più civili, italiane ed europee, come “campo di rieducazione” per meridionali , africani, arabi, esteuropei eccetera. Altrimenti non si capisce per quale motivo un docente di Milano, se dotato di requisiti e titoli accademici adeguati, non possa insegnare in città o zone limitrofe. Invece rimpiazzato da un collega proveniente chissà da dove e che a Milano manco ci vuole stare!
Questa situazione, cioè il fatto che non si può eliminare lo spaventoso costo dell’assistenzialismo al meridione e agli immigrati, ha un risvolto di cui nessuno parla. Nemmeno Salvini (dimostrando che anche lui fa parte del gioco).
Il fatto è che l’economia del Nord non può competere con le altre economie area euro e fuori euro, in ambito della globalizzazione, in un tale sistema. Significa che lo stato italiano, onde procrastinare la sua unità, sta ammazzando la gallina dalle uova d’oro:  l’economia delle poche regioni in cui, per motivi culturali locali, esiste una forte propensione al lavoro e alla industrializzazione (sebbene ad alto costo ambientale).
Sicuramente, il progetto tendenziale è quello, fondendo l’Italia nel super-stato europeo continentale, di accollare alla Germania il costo del salvataggio della moneta unica europea. È già avvenuto con la Grecia. Bisogna vedere quanto funzionerà.
PS “Monti vuole imporre all’Ue una “superpatrimoniale” Vogliono fare la super-tassa europea del super-stato europeo.

Un asilo