Il tempo scorre senza dircelo


Mi è capitato per caso tra i video di Youtube quello sotto. Mi è improvvisamente tornato alla mente che Augusto lo avevo conosciuto. Credo assistetti a uno degli ultimi concerti di lui con Dante (Pergreffi). Poi venne Elisa (Minari) e poi i Nomadi divennero sostanzialmente una cover band di loro stessi.
Ricordo Augusto Daolio come un ometto minuto, almeno per me che sono quasi uno e novanta, con la protesi auditiva e una barba imponente che incuteva soggezione e ammirazione assieme. Mi ricordo stemmo a parlare a lungo dopo un suo concerto. Mi fece i complimenti per le domande che gli posi (sono abbastanza bravo a spacciarmi per intelligentone) ma lui mi rispose in maniera veramente intelligente. Erano bei tempi nella bassa padana nel “triangolo della gnocca” cosiddetto (Parma, Mantova, Modena). Tenevano spesso concerti in paesini sperduti alle feste della birra in mezzo ai campi in cui si sentiva il profumo del fieno da raccogliere.
Era un’altra Italia, “sgarrupata” come sempre, ma più buona quando bastava una birra per fare amicizia.
Da allora, è passato un quarto di secolo ma sembra ieri. Di strada ne abbiamo fatta tutti, anch’io (fin troppa). Eppure, rimpiango quei tempi in cui la felicità era ritrovarsi al bar in una macchinata per andare al concerto dei Nomadi a Casalromano. Chissà se è tempo trascorso invano.