TV satellitare, esiste o si tratta di una beffa?

https://i2.wp.com/www.livephysics.com/media/stories/problems/classicalmechanics/xgeostationary_sat001.gif.pagespeed.ic.ib8_Nc4yWy.pngLe trasmissioni radio, di qualsiasi tipo, sono limitate dalla distanza del trasmettitore dall’antenna ricevente. Per esempio, se una superficie riceve un lux di luce a 2 metri di distanza e la superficie viene allontanata a 4 metri dalla fonte, essa riceverà un quarto dell’illuminazione. Dato che il segnale decade col quadrato della distanza. Infatti, la potenza emessa si distribuisce su un angolo di 90°, quindi una superficie che aumenta al quadrato mentre la distanza linearmente.
La legge del quadrato inverso alla distanza (1/d2) si applica non solo alla luce ma a tutte le radiazioni elettromagnetiche. In generale, la formula nell’immagine sotto è valida per i dispositivi per telecomunicazioni.
A questo punto sorge una domanda: i satelliti per diffusione TV, che per definizione sono geostazionari, posizionati a 36.000 km di altezza (circa il triplo del diametro terrestre), con quale potenza dovrebbero trasmettere onde raggiungere le parabole che vediamo comunemente sui tetti?
Probabilmente nell’ordine dei mega-watt. Ma quale fonte energetica può garantire una tale intensità di segnale? Dovrebbero essere trasmettitori alimentati da estensioni immani di pannelli solari le quali dovrebbero continuamente orientarsi verso il Sole. Sì perché, essendo oggetti geostazionari, ruotano attorno la Terra ogni 24 ore onde rimanere immobili rispetto alle antenne riceventi.
I satelliti artificiali per telecomunicazioni sono grandi, su per giù, quanto un furgone. Come fanno e irradiate mega-watt di energia?
Poi esiste la questione da me già sollevata sull’orientamento delle parabole satellitari. Io ho osservato che sono sovente direzionate orizzontalmente. Da dove proviene realmente il segnale della TV “via satellite”?

http://vivalascuola.studenti.it/come-calcolare-la-quota-di-un-satellite-geostazionario-123681.html