Referendum, sul quesito parte il ricorso al Tar del Lazio: “E’ una truffa”. Benigni: “Se vince il No peggio della Brexit”

Sinistra Italiana e il Movimento 5 stelle si sono rivolti al tribunale amministrativo del Lazio in merito alla formulazione della domanda che secondo i ricorrenti sarebbe “uno spot pubblicitario”. Il premio Oscar alle Iene: “La Costituzione è stata un miracolo. Ma ora serve una revisione”
“Uno spot pubblicitario” e “una truffa”. Sono queste le accuse contenute nel ricorso al Tar del Lazio di Sinistra Italiana e del Movimento 5 stelle in merito al quesito del Referendum sulla Costituzione. La domanda diffusa nei giorni scorsi ha scatenato molte polemiche perché, secondo le critiche, metterebbe in luce solo alcune parti della riforma: “Approvate”, si legge nel testo, “il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V?” A parere dei ricorrenti il quesito così formulato “finisce per tradursi in una sorta di ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del governo che ha preso l’iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale”. (Il Fatto Quotidiano)

Come vi anticipai un sei mesi fa, i poteri occulti stanno cercando in ogni modo di fare passare le riforme costituzionali senza fare svolgere alcuna consultazione. Non sono ancora riusciti a legalizzare i sondaggi online (magari affidati alla Casaleggio Associati!) per validare le leggi costituzionali. Con il referendum prossimo, non solo non c’è il quorum ma pure ci sono ancora le vecchie e odiate schede cartacee da conteggiare. Renzi e Grillo non sanno come truccare il risultato. Rischiano di fare la figura dei peracottari come in Austria.
Il Fatto è un organo di stampa controllato dalla massoneria, come ogni altro, e fa una campagna vomitevole per il sì. Grillo è un attore, finge di essere per il No in quanto è stato costruito (e prezzolato) come “oppositore”.
Se lasciassero svolgere la consultazione referendaria, (in particolare vincesse il no) poi la gente chiederebbe a gran voce di votare anche per il parlamento cosa che atterrisce la Casa Bianca. Poi Benigni prende in giro dato che sono gli angloamericani che vogliono il sì, mentre hanno fatto uscire la GB dalla UE.

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