Italia sa di che morte deve morire

L’Italia vota il referendum, alle 19 affluenza sopra il 57%. (La Stampa)
Oggi è una giornata positiva. L’alta affluenza alle urbe referendarie sta a significare che gli abitanti di questo sventurato paese ne hanno preso a cuore le sorti.
Non ho idea quale risultato possa scaturire, tenuti anche conto dei problemi sorti con i voti degli italiani all’estero.
Nelle settimane scorse, mi ero espresso affermando che, sulla falsariga di Trump, sarebbe stata meglio una vittoria del NO. In questo modo, chiarendo il quadro politico, si sarebbe accelerato l’avvicendamento fra Renzi e un grillino a palazzo Chigi, cosa che i poteri occulti stanno architettando da tempo. L’obbiettivo, similmente alla Grecia di Tsipras, è quello di salvare il progetto di super-stato europeo basato sulla finanza (euro), il melting pot, e il predominio assoluto dell’economia su qualsiasi diritto socuiale.
Vado spiegando da molti anni che l’Italia è finita, diverrà una sorta di grande Kossovo in Europa, dominio incontrastato di mafie di ogni tipo ma ricolma di consumatori di Smartphone, droga legalizzata e di clienti incalliti di macchinette mangiasoldi. Lo scrivevo già nell’ormai lontanissimo 2005.
L’alta affluenza alle urne (se il dato sarà confermato) quantomeno sugella una conoscenza da parte dell’elettorato riguardo alle questioni in ballo. Importante è sapere di cosa si deve morire.
Pertanto, ribadisco per l’ennesima volta, ciò che ripeto dal 2005. Se avete in mente progetti impegnativi a medio-lungo termine (aprire aziende, negozi, richiedere mutui) pensateci bene poichè la situazione economica continuerà a deteriorarsi, non ci lasceranno MAI, infatti, uscire dall’euro. Sappiatelo, non voglio avere nessuno sulla coscienza.

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