Hubble e le Voyager uniscono le forze

Mentre le Voyager proseguono il loro incredibile viaggio, iniziato quarant’anni fa, oltre il Sistema Solare, il telescopio spaziale Hubble mappa la strada che le sonde si troveranno davanti. I dati delle due missioni stanno fornendo indizi su come il Sole viaggia attraverso lo spazio interstellare.
“Questa è una grande opportunità per confrontare i dati delle misure in situ delle Voyager con quelli di Hubble”, ha detto Seth Redfield della Wesleyan University di Middletown (Connecticut), a capo della ricerca.
“Le Voyager stanno campionando piccole regioni dello spazio mentre viaggiano ma non abbiamo idea se le caratteristiche di queste aree sono tipiche o rare. Hubble ci fornisce una visione d’insieme e contestualizza i dati delle Voyager”.
Gli astronomi sperano che le osservazioni del telescopio spaziale aiutino a caratterizzare le proprietà fisiche del mezzo interstellare locale.
Le due sonde veterane dello spazio stanno ora attraversando il bordo più esterno dell’eliosfera, cioè si trovano al confine del dominio solare.
La Voyager 1 è in testa, per così dire, ed ha iniziato ad assaggiare lo spazio interstellare, la regione tra le stelle piena di gas, polvere e materiale espulso durante gli eventi catastrofici. La navicella si trova a più di 20 miliardi di chilometri dalla Terra ed è di fatto l’oggetto più lontano costruito dall’uomo. Tra 40.000 anni circa, quando ormai non sarà più operativa, passerà a 1,6 anni luce della stella Gliese 445 nella costellazione Giraffa.
La gemella Voyager 2, invece, si trova a 17 miliardi di chilometri dalla Terra. Punta in direzione della stella Ross 248 nella costellazione di Andromeda dalla quale passerà a 1,7 anni luce sempre tra 40.000 anni circa e tra 296.000 anni raggiungerà Sirio, la stella più brillante dei nostri cieli.
Per i prossimi 10 anni le sonde misureranno il mezzo interstellare, i campi magnetici ed i raggi cosmici.
Hubble ha scoperto che la Voyager 2 finirà fuori dalla nube interstellare che circonda il Sistema Solare in un paio di migliaia di anni. In base a questi dati, gli astronomi prevedono che il veicolo spaziale trascorrerà 90.000 anni in una seconda nuvola per passare poi in una terza. Le informazioni che la sonda potrebbe raccogliere sarebbero estremamente utili e rivelare variazioni negli elementi chimici ed origini diverse. ( http://aliveuniverse.today )

Il sito AliveUniverse, evidentemente dedito alla disinformazione globale, dirama notizie allucinanti come questa. Le sondo Voyager, lanciate negli anni ’70,  sarebbero ancora operative e si troverebbero miliardi di chilometri lontane da noi Come raggiungono la Terra coi loro segnali? Con quale potenza trasmettono? Su quali frequenze? Se consideriamo che perfino i satelliti televisivi geostazionari in orbita equatoriale a 36.000 km non dispongono di energia sufficiente a raggiungere le cosiddette parabole satellitari. I numero citati nell’articolo sono mera invenzione, si tratta di un romanzo di fantascienza.

Hubble e le Voyager uniscono le forze