Fiat Chrysler nega di essere come Volkswagen, il titolo recupera in Borsa

Le notizie giunte ieri dagli Stati Uniti hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per il gruppo italo americano Fiat Chrysler Automobiles. Questo ha provocato un crollo in Borsa che ha spinto il numero uno del gruppo, l’amministratore delegato Sergio Marchionne, ad intervenire sulla vicenda. Ovviamente il Boss di Fiat Chrysler ha respinto tutte le accuse affermando che la posizione del suo gruppo è totalmente diversa da quella della società tedesca Volkswagen, a cui la stampa di tutto il mondo ieri ha accostato FCA. Ovviamente i media internazionali hanno dato grande risalto alla notizia e questo ha provocato un po’ di panico sui mercati. Oggi però per il titolo di FCA le cose sembrano andare decisamente meglio rispetto a ieri. ( http://www.clubalfa.it/ )

Io lo scrissi nel 2009, il giorno dopo l’annuncio dell’accordo Fiat-Chrysler. Mentre i creduloni alla Berlusconi festeggiavano scendendo in piazza, io scrissi che gli americani impiegavano la Fiat per salvare la loro azienda e poi avrebbero rottamato la casa del Lingotto (dandole un calcio in culo, ricordo vergai). Tenendosi ben stretti, però, i marchi di prestigio quali sono Ferrari e Maserati.
A distanza di otto anni s’è verificato ciò che profetizzai.
Un paio d’anni fa scrissi anche che l’attacco alla Volkswagen, ora ripetuto con la Fiat, era di tipo politico per costringere i tedeschi sobbarcarsi il costo economico del salvataggio dell’euro e del progetto di super-stato europeo americanizzato.
Non è altro che la sommatoria degli interessi degli USA previsto dal PNAC. Molto interessante il fatto che gente come Blondet, che da lustri ci triturano i maroni col Project for a New American Century, di tali quisquilie paiono non accorgersi. Pure ciò devo averlo già scritto.
ADDENDUM Toh. Sembra che Blondet si stia destando dal suo sonno letargico: http://www.maurizioblondet.it/india-la-manina-usa-dietro-la-guerra-al-contante/

Fiat Chrysler

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