Il trattore deve tornare a essere una macchina agricola

NOTA Questo è un post specifico per il mondo agricolo.
Macchine agricole: mercato ai minimi nel bilancio 2016
I dati sulle immatricolazioni di trattrici, mietitrebbiatrici e rimorchi indicano a fine anno un lieve calo rispetto al 2015, confermando la lunga fase negativa del mercato nazionale. Solo le trattrici con pianale di carico (motoagricole) e i sollevatori telescopici agricoli registrano incrementi di vendite. In controtendenza rispetto al dato medio nazionale risultano le vendite di trattrici nelle principali regioni del Nord. Lo slittamento ad aprile dei termini per la presentazione delle domande per gli incentivi INAIL – osserva il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – rischia di tenere ancora bloccato il mercato nei primi mesi dell’anno
( http://www.assotrattori.it/ )

Se c’è un esempio di condizionamento mentale allo spreco e al consumo riguarda i trattori agricoli. Si tratta di un mezzo motorizzato atto a trainare-portare macchine operatrici per compiere operazioni culturali nei terreni agricoli.
Negli ultimi 20 anni, tuttavia, la trattrice agricola è divenuta un oggetto di estrema sofisticatezza, altamente tecnologica da divenire quasi ingestibile.
Eppure noi agricoltori, nella nostra supidità e asservimento allo statu quo, compriamo trattori con la moquette, computer di bordo con due o tre monitor. Che neanche un laureato in informatica summa cum laude riuscirebbe a impiegare con facilità.
Nessuno si chiede: con gli stivali sporchi di piscia di maiale o sterco di vacca, una moquette profumata in cabina che senso ha?
Cosa dire poi dell’idiozia dell’alimentazione ad urea che accresce i costi senza risolvere niente, al pari delle automobili in cui si scopre che le vetture catalizzate recenti inquinano quanto e più delle macchine a benzina rossa di minore cilindrata di 40 anni fa.
Il trattore deve ritornare a essere un attrezzo agricolo, semplice e funzionale. Privo di orpelli informatici, ridicili e inutili, che quando si guastano ti bloccano il mezzo per giorni in attesa dell’arrivo dei tecnici “in camice bianco” della casa madre. E, terminata la garanzia, riparare un trattore moderno costa veramente un’occhio della testa.
A un mio conoscente una volta gli si è bloccato il trattore, mentre spargeva il liquame dei suoi maiali con una 3 assi, causa l’interferenza coll’elettronica, che gestisce il motore, del campo magnetico di una linea ad alta tensione che attraversava il campo. Fra una cosa e l’altra, i tecnici c’impiegarono una settimana per venire a fare ripartire trattore e botte. Così, la piscia di maiale nel frattempo tracimava dalla vasche di accumulo alla stalla. Con buona pace della corretta gestione delle deiezioni animali che appestano la pianura padana.
Stanno per togliere la PAC e lo sgravio sul gasolio agricolo. CARI AGRICOLTORI, SE AVETE SOLDI DA PARTE, COMPRATE TERRA, NON TRATTORI NUOVI, COLTIVARE TERRA PRODUCE SOLDI, NON UNA STUPIDA MACCHINA NUOVA.
Ora, non dico che bisogna tornare al Same Drago 120 o al Fiat 1300 DT Super, ma spendere oltre 100 mila euro per un mezzo da 150 cavalli, mi sembra pura follia. Un grosso trattore agricolo può venire a costare più di una Ferrari o di una Lamborghini ma NON è una fuoriserie con cui fare lo “struscio” a 5 all’ora lungo la “Strip” di Las Vegas.
Rivolgo il messaggio anche ai costruttori per i quali l’Italia è uno dei maggiori al mondo: la trattrice agricola deve tornare ad essere essenzialmente meccanica, elettrica e idraulica. Sicurezza ed efficienza non dipendono dalla presenza del GPS o dall’integrazione di microcomponenti che si scassano facilmente date le feroci sollecitazioni cui è sottoposto un trattore durante alcuni impieghi. Inoltre il turbocompressore, ormai ubiquitario, deve essere impiegato per ridurre il consumo specifico di gasolio, non per incrementare la potenza aumentando l’immissione di gasolio nei cilindri. I moderni trattori agricoli bruciano più nafta di quelli di 30 anni fa, a parità di mansione. Anche se nessun idiota di giornalista specializzato in agricoltura ve lo dice poiché sono tutti al servizio del sistema consumista.
Un tipico caso di “iper-telia”, iper-specializzazione atta a incrementare lo stramaledetto PIL, un dato peraltro incalcolabile. Quindi i dati sul PIL sono fasulli, inventati di sana pianta. Cos i cretini lavorano come negri sicchèe “bisogna incrementare il PIL”.

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