Italia terminale: la posta

Stamattina è arrivata la postina, a bordo della sua panda. Trafelata, di fretta mi ha quasi gettato addosso, senza scendere sette o otto missive. Le ho detto di verificare bene l’indirizzo. Girata la panda, se n’è andata con la stessa velocità con cui era giunta.
Entro in casa e verifico:

  • Un giornaletto pubblicitario indirizzato a una vicina che abita a 200 metri da me.
  • Tre scadenze di pagamento, una per  il 27 e due per  il 28 febbraio 2017, già scadute quindi.
  • Una lettera d’invito a una riunirne tenutasi ieri sera, lunedì, cui sono mancato dato che l’ho saputo oggi.

Gli Stati Uniti e la UE, non solo ci stanno chiudendo tutti i trasporti pubblici locale, in particolare su rotaia, per favorire Uber, ma pure demoliscono il servizio postale. Stavolta per favorire i corrieri privati i cui autisti sono extracomunitari pagati una miseria ma che in Italia non pagano il becco di un quattrino in fatto di tasse.
Già una decina d’anni or sono avevo segnalato che gli USA ci avevano fatto chiudere il servizio trasferimento denaro delle poste italiane per favorire Western Union e Moneygram. Grazie ai quali, gli immigrati (e italiani) possono mandare all’estero esentasse i soldi fatti qui, legalmente o meno, dissanguando la nostra economia. Però, nessun politico o giornale parla di “esportazione illegale di capitali”.
Tutti i politici, i giornali, le TV nazionali e locali, sovvenzionate con soldi pubblici, distraggono il popolino teledipendente con le “parole chiave” del controllo mentale: xenofobia, il razzismo, l’omofobia, l’islamofobia mentre ci dilaniano.
Non è fantastico?

 

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