Mr. Bee e altre corbellerie pallonare

L’alone di mistero ma anche di irritazione che sta emanando in questi giorni da Yonghong Li, il broker cinese che vorrebbe comprare il Milan, è al massimo livello. Intanto perché l’elenco degli investitori non è stato mai reso ufficiale in oltre un anno di trattativa ma pure in considerazione del fatto che il Governo Cinese non vede più di buon occhio investimenti di quella fatta da dispiegarsi fuori dell’ex Impero Celeste senza che vi sia un ritorno per lo Stato.
E così Yonghong Li sembra essere stato abbandonato dalla Merchant Bank, Construction Bank, da Huarong, tutti grandi nomi avvicinati all’operazione d’acquisto, che avrebbero garantito alla squadra rossonera un futuro importante. Gli rimane alle solo una piccola banca regionale, che però non sembra essere in grado di supportare un investimento di quel calibro, che arriva al miliardo di euro e che, anzi lo supera abbondantemente.
Intanto il dieci marzo scorso è diventato ufficiale il veto del Governo Cinese ad investire nel calcio e nell’industria dell’intrattenimento in generale e qualche episodio di trattative interrotte bruscamente, anche con il pagamento di penali salate, si è già visto. La notizia di oggi, quindici marzo, è che il cloosing, insomma la chiusura della trattativa si farà nella prima settimana di aprile, ed a fronte di questo Yonghong Li, che continua ad ostentare sicurezza, sta per pagare una terza caparra di cento milioni di euro. Sembra però che la parola “caparra” non sia del tutto esatta in quanto i trecento milioni di euro potrebbero ritornare nella disponibilità del tycoon cinese perché se mai l’accordo dovesse sfumare non sarebbe per sua colpa. Comunque davvero gli investimento nel mondo del calcio hanno sempre qualcosa di relativo: Yonghong Li viene considerato non proprio un riccone anche se è riuscito a mettere sul conto di Silvio Berlusconi, l’attuale proprietario del Milan, la non disprezzabile cifra di trecento milioni di euro in contanti, fatti arrivare da paradisi fiscali delle isole caraibiche. Fatto sta che i tifosi milanisti sono affranti: davanti a loro vedono l’Inter, acquistata dalla Suning “ante blocco” e che al momento è piena di programmi di sviluppo e domani lo sarà anche di campioni e va come un treno. ( http://www.corrieredelleconomia.it/ )

La telenovela ridicola della vendita del Milan prosegue. Dopo il fantastico Mr. Bee (mr B. cioè sempre lui) Berlusconi s’è inventato un altro fantomatico, molto ipotetico compratore per la compagine meneghina. Il “giuoco” del calcio è stato concepito, al pari di ogni altro sport professionistico, per occupare la domenica delle masse anzichè andare a messa e alle funzioni. Oggi lo scopo è raggiunto, puntellare il business della pedata diventa meno impellente per i poteri forti.
Ormai Monti ha deregolamentato gli orari dei negozi per cui la domenica la gente ha alternative a bazzicare la sacrestia. Del resto, anche i giovani magrebini, che lo stato italiano a spese nostre importa a frotte, arrivano per divenire buoni frequentatori di centri commerciali. Meglio stiano qui a rubacchiare nei supermercati che andare alla moschea nel loro paese. O NO?

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