Attentato di Londra, la bolognese ferita: «La gente urlava e fuggiva dal ponte»

La ragazza è stata medicata in ospedale, dopo aver riportato ferite superficiali ed escoriazioni alle gambe e ad un fianco. Già dimessa, sta bene.

BOLOGNA — Il rumore di un forte botto, le urla, la gente in fuga. È accaduto tutto in una manciata di secondi e una giovane bolognese si è ritrovata schiacciata contro la balaustra del Westminster Bridge durante l’attentato di ieri a Londra.Fortunatamente dopo attimi di paura è riuscita ad alzarsi e ha realizzato cosa stava succedendo: il suv era a pochi metri da lei, guidato da un imam di Clapton che ha ucciso un poliziotto e una donna. La 28enne bolognese vive da sei anni a Londra ed è una dei venti feriti dell’attentato di Londra.
«Ieri pomeriggio come spesso capita quando è in pausa dal lavoro durante le belle giornate — racconta scossa sua cugina Silvia Grandi, critica d’arte e docente dell’Alma Mater — aveva deciso di fare due passi, quando all’improvviso senza rendersi conto di nulla ha sentito un forte rumore, le urla ed è stata investita dalla calca che fuggiva dall’auto impazzita».
La ragazza ha tranquillizzato immediatamente i familiari con alcuni messaggi, subito dopo l’attentato è stata trasportata in ospedale ed è stata sottoposta a controlli che hanno escluso fratture o ferite più gravi. Per questo è stata dimessa anche se «è tutt’ora sconvolta per quanto le è accaduto», continua con voce incrinata Silvia Grandi: «Abbiamo avuto tanta paura, da quello che ci ha raccontato è rimasta schiacciata contro la balaustra del ponte, travolta da altri ragazzi francesi », che invece avrebbero riportato ferite più gravi. La ragazza bolognese lavora in un noto ristorante di Regent Street, a mezz’ora a piedi dal luogo dell’attentato dove Abu Izzadeen si è scagliato a forte velocità sulla folla a bordo del suo suv, da cui è sceso per accoltellare a morte un poliziotto prima di essere ucciso da un altro agente.
A Londra anche il pugile riminese Maurizio Stecca, che era appena uscito dal Parlamento inglese quando ha visto l’attentatore. «Ha preso a correre proprio verso di noi, allora un uomo con un abito elegante è uscito da una porta laterale ha esploso tre colpi e l’ha ucciso». Un’altra bolognese che vive da anni a Londra, Irene Musumeci Klein, racconta: «Tornando a casa ho visto polizia ovunque, ma ormai non ci facciamo più caso». ( http://corrieredibologna.corriere.it/ )

Il Corriere in mano agli americani e diretto dal massone Fontana, pro-gay, pro-euro, pro droga legale, pro suicidio assistito, spaccia questi stupidi scherzi quali realtà. Senza farci mancare la “preziosa” testimonianza della usuale iper-laureata, iper-emancipata “vittima” italiota.

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