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4 maggio 2017

Lavaggio del cervello “equo-solidale” per avere lavoratori a 1 € l’ora

Da sempre, ma particolarmente in anni recenti, le organizzazioni sindacali hanno identificato i “diritti dei lavoratori” con il “diritto d’immigrazione”, assoluto e incontrovertibile, senza se e senza ma.
Similmente, i sindacati sostengono in tutto e per tutto il progetto di moneta unica e di super-stato europeo americanizzato.
Un esempio lampante di come la propaganda possa manipolare l’opinione pubblica.
A risultante di ciò, sta avvenendo in Italia e in tutta Europa un terrificante dumping sociale (svalutazione del lavoro) che sta riportando la classe operaia a condizioni ottocentesche. I voucher da noi e i mini-jobs in Germania ne sono esempi. Tutto con il pieno assenso, anzi la spinta forsennata di quelle organizzazioni che dovrebbero invece rappresentare e proteggere i ceti meno abbienti.
Mi viene in mente un parallelo. In Olanda, nel 1940, dopo l’occupazione nazista e la promulgazione delle leggi razziali, le organizzazioni ebraiche consigliavano agli ebrei di collaborare col governo fantoccio recandosi di spontanea volontà nei campi di lavoro. C’è scritto pure nel diario di Anna Frank.
In modo analogo, CGIL-CISL-UIL oggi richiedono di collaborare col governo, con la UE e con Confindustria. Bisogna fare grande l’Europa, lavorare di più e guadagnare di meno. Per non correre il rischio di passare per “razzisti”.

Westerbork

Il campo di lavoro di Westerbork in Olanda, uno dei punti di raccolta prima dello smistamento verso i campi di concentramento dell’Europa orientale. Con il pieno appoggio dei ‘sindacati’ ebraici.