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12 maggio 2017

La schiavitù delle ferie

Ciao Marco, il lavoro salariato è schiavitù, se il lavoratore non può decidere del suo tempo, un tempo invece i contratti si decidevano tra lavoratore e “padrone”, era uno scambio reciproco, io ti do la mia manodopera, tu mi dai dei soldi, ma decidiamo insieme come e quanto lavorare e a che condizioni, oggi no, o accetti la merda proposta o dentro un altro bisognoso…
Chi lavora in proprio in parte è già libero, in quanto unico amministratore del suo tempo, ma la burocrazia, l’Iva e le tasse stellari, tutt’ora impediscono agli autonomi di vivere decentemente di quello che fanno, ovviamente il discorso cambia quando si parla di pesci grossi.
Quella che manca oggi è la visione stessa di una società migliore, tutti semplicemente si accontentano di ciò che viene loro proposto: lavori precari, stipendi vergognosi, turni snervanti, zero diritti, straordinari e flessibilità obbligatorie.
Tutto questo “menù” d’alto sfruttamento è stato servito alla gente un poco alla volta, in modo tale che la massa distratta non si rendesse conto del cambiamento in atto, ecco perché oggi mi chiedi a me una soluzione invece che pensarla tu stesso. ( http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/ )

Mi fanno ridere coloro i quali, prima maledicono la schiavitù del lavoro, poi corrono a prenotare le ferie. Come se andare via non costituisse un lavoro, uno stress, uno speco di denaro e risorse ambientali persino superiore alle infauste zone industriali. Giova solo rammentare l’impatto ambientale devastante causato dalle seconde case (case-vacanza) e dai villaggi turistici ubicati giocoforza in aree di grande valore naturalistico. Qui dalle mie parti, colpisce quanto un pugno in un occhio la cementificazione bestiale attorno il lago di Garda. Una persona attende un anno intero per trascorrere due settimane striminzite di ferie in cui si stancherà di più della routine quotidiana solo per potere vantarsi al bar di essere stato in un certo posto. Fra l’altro, la storia delle ferie dimostra come sia efficace ed effettivo il condizionamento mentale della greggi umane: la gente pensa veramente di riposarsi di più in “vacanza” con aeroporti, trasferimenti, documenti, attese, prenotazioni e poche ore trascorse in spiaggia escogitando disperatamente qualcosa da fare per passare il tempo!

Libro sullo “scollocamento”: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST.

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