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18 maggio 2017

Pensioni: Ape, ancora ritardi: che succede?

Riforma pensioni 2017, oggi 17 maggio: Ape, ancora ritardi, che succede? Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi riguardanti le pensioni.
RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. RITARDI APE E LA RICHIESTA SUL CUMULO CONTRIBUTIVO Mentre ancora non sono arrivati i testi definitivi dei decreti attuativi sull’Ape, resta ancora da correggere (così almeno sperano in tanti) la norma sul cumulo gratuito dei contributi, un’altra delle novità della riforma delle pensioni inserita nella Legge di stabilità. Al momento, infatti, chi vuole usufruire di Opzione donna o intende accedere all’ottava salvaguardia degli esodati non può contare sulla possibilità di cumulare contributi versati in diverse casse. Diverse sono state le proteste contro questa evidente lacuna della normativa, anche da parte di esponenti della maggioranza, ma finora nessun correttivo è stato adottato. Anche per questo Orietta Armilato ha rinnovato a Domenico Proietti, Segretario confederale della Uil, la richiesta di un aiuto su questo punto a nome di tutte la appartenenti al Comitato Opzione donna social. ( http://www.ilsussidiario.net/ )

Come vi ho spiegato mille volte, in Italia comanda la gente che non lavora. Anche il sistema previdenziale è un bluff. Loro continuano a menarla coi “contributi” ma le pensioni più sostanziose sono sempre quelle retributive dei dipendenti statali. Senza contare l’enorme costo dell’assistenzialismo al Sud fatto di milioni tra falsi invalidi, pensioni sociali e finti braccianti. Le “pensioni d’oro” non le hanno minimamente toccate, ne hanno solo parlato.
Ora c’è un problema nuovo: bisogna dare un reddito di inclusione a milioni di africani che stanno facendo affluire a tappe forzate. I 5S insistono forsennatamente su di ciò, ormai non parlano d’altro. S’inventano “api”, “vespe” e ogni altro tipo di stravagante invertebrato utile allo scopo.
Anche questa è una cosa che scrivevo 10 anni fa. Tutta la “frenesia” attorno alle pensioni serve unicamente a “intortare” i coglioni che continuano a dare soldi all’INPS credendo che “per ricevere una pensione occorre versare i contributi“.
Fra l’altro, al reddito di cittadinanza hanno cambiato nome per timore che qualcuno possa obbiettare che dovrebbe essere riservato ai soli “cittadini” italiani.
A breve, ci ritroveremo con negri e magrebini nullafacenti a 780 euro il mese, erogati dall’INPS, e giovani italiani costretti, loro sì, a lavorare per 500 euro coi voucher.
Ma mi raccomando, l’importante è non essere “razzisti”!

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