Sparisce da casa, lo trovano morto in un fiume: è il terzo caso da inizio anno nel Bresciano

Per tutta la mattina un intero paese lo aveva cercato ma di Francesco Baronio, 36 anni di Visano, comune di mille anime nel Bresciano, nessuna traccia. Non era infatti normale che non si facesse vivo per ore, tant’è che i familiari avevano temuto il peggio e così purtroppo è stato. Il corpo di Baronio è stato ritrovato nel pomeriggio nelle acque del fiume Chiese, poco lontano dal confine con Acquafredda. Ad accorgersi del cadavere tra le rocce, un agricoltore della zona, il primo a lanciare l’allarme. Stando a una prima ricostruzione il 36enne avrebbe perso l’equilibrio, scivolando sull’argine, caduta che si sarebbe rivelata per lui fatale.
Per tutta la mattina un intero paese lo aveva cercato ma di Francesco Baronio, 36 anni di Visano, comune di mille anime nel Bresciano, nessuna traccia. Non era infatti normale che non si facesse vivo per ore, tant’è che i familiari avevano temuto il peggio e così purtroppo è stato. Il corpo di Baronio è stato ritrovato nel pomeriggio nelle acque del fiume Chiese, poco lontano dal confine con Acquafredda. Ad accorgersi del cadavere tra le rocce, un agricoltore della zona, il primo a lanciare l’allarme. Stando a una prima ricostruzione il 36enne avrebbe perso l’equilibrio, scivolando sull’argine, caduta che si sarebbe rivelata per lui fatale.
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Il magistrato ha comunque disposto per oggi l’autopsia per far luce sull’intera vicenda. Il caso di Francesco Baronio, allontanatosi da casa per una passeggiata e poi ritrovato morto annegato non è il primo nel Bresciano in questi primi sei mesi dell’anno. Il 19 marzo era toccato a Marco Sossi, mandriano di 29 anni, scomparso improvvisamente mentre andava al lavoro in un’azienda agricola di Genivolta, tra la Bassa Bresciana e il Cremonese. Una settimana più tardi il sindaco di Borgo san Giacomo, impegnato nelle ricerche lo aveva ritrovato morto in un canale di campagna, posizionato a testa in giù con la testa immersa nell’acqua.
Martedì 25 aprile a Lumezzane in Val Gobbia, era invece toccato a Ndour Modou, 49 anni, venditore ambulante di origine senegalese ma residente in paese da oltre 25 anni. Dell’uomo non si avevano più notizie da oltre dieci giorni. La sua scomparsa aveva infatti lasciato nello sconforto più totale l’intera comunità senegalese. A trovarlo morto nelle acque del Gobbia, un passante. Sebbene sui corpi dei due uomini non ci fossero segni di violenza nessuno è più riuscito a dare una spiegazione alle morti, tutt’oggi avvolte nel mistero. ( http://www.lastampa.it/ )

Questi ritrovamenti, e ce ne sono ovunque ogni giorno, conservano sempre tre cose in comune:

  1. Rimangono insoluti anche se gli inquirenti, per fare vedere che fanno qualcosa, alimentano i giornali con ipotesi.
  2. Avvengono in luoghi isolati senza mai testimoni.
  3. Avvengono in prossimità di bacini o corsi d’acqua.

Cosa c’è dietro?

ADDENDUM Come preventivato da me subito, anche il caso di Giulia di Sabatino è stato archiviato senza colpevoli ne movente: http://www.leggo.it/news/italia/giulia_di_sabatino_tutto_archiviato_la_morte_non_ha_colpevoli-2315226.html

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