L’ italiano medio e il volo delle zanzare sulla terra piatta

di Gianni Mongrandi 7 settembre 2017
Perché un vaccino non ci salverà dal surriscaldamento terrestre né dalle fake news
italiano Prendiamo un italiano medio. Una persona di 44,9 anni (l’età media degli italiani al 1° gennaio 2017), con una media istruzione, un reddito di 20.699 euro (il reddito medio), 1,34 figli (incongruenze statistiche). Non è una persona troppo soddisfatta del suo lavoro e del suo stipendio, ma se li fa piacere perché di questi tempi non osa chiedere di più, è dunque mediamente insoddisfatto ma non direbbe mai d’essere infelice. Incazzato sì: con la politica su tutto, ma anche con il ct della Nazionale, con il suo sindaco, con il capufficio e con una lunga lista di persone che nei suoi 44,9 anni di vita lo hanno variamente ferito. Ma queste sono cose private.
Il nostro italiano statistico non ha troppo tempo per leggere, le notizie le segue prevalentemente in televisione e in Internet, i giornali li sfoglia solo al bar e nel tempo di un caffè o di un toast sembra comunque prediligere la Gazzetta dello Sport. Legge poco anche i libri, ma dice di non avere tempo.

Le coccole politiche
E’ proprio lui, l’ italiano medio, la persona più coccolata dalla classe politica, e nei prossimi mesi, avvicinandosi la data elettorale, lo sarà sempre di più. Sin qui nulla di nuovo: l’elettore va prima aizzato e poi blandito, gettato nella più cupa depressione e poi convinto che un salvatore della Patria c’è, c’è sempre, prima di ogni elezione. E non ci riferiamo a questo o a quell’aspirante leader, ma al sistema comunicativo d’uso nella politica, e non solo in quella italiana.
Il ventaglio di temi a disposizione degli schieramenti per giocarsi la prossima campagna elettorale è ampio. E se l’immigrazione è il tema dei temi, quello che ne attrae, a caduta, innumerevoli altri – sicurezza, terrorismo, pensioni, jus soli, lavoro, ruolo dell’Europa ecc. , ogni giorno possiamo aggiungere un nuovo tassello, un nuovo motivo di disinformazione, timore, inquietudine. Prendiamo una malattia che uccide un’innocente di soli 4 anni, prendiamo una zanzara della malaria che non si sa da dove sia arrivata, prendiamo qualche giornale molto schierato che la collega alle migrazioni, aggiungiamoci il tam tam dei social network ed una nuova paura è pronta all’uso e all’abuso.

Il vero e il non vero
All’uso politico che se voglia fare, a danno della verità cui l’ italiano di cui sopra, quello che fatica a guadagnarsi briciole di felicità quotidiana, avrebbe diritto. Non diciamo nulla di nuovo, solo tre anni fa era il virus ebola a destare l’incubo dell’untore sceso dai barconi. Quando i medici spiegarono chiaramente che l’incubazione breve della malattia non dava luogo a possibilità di contagio, le insinuazioni di placarono. Ma allora – e parliamo solo del 2014 – i social avevano un’incidenza assai minore nell’influenzare l’opinione pubblica, la fake ebbe così scarsa fortuna. L’assurdità di tutto questo cela una verità di fondo, l’impotenza e l’inadeguatezza della classe politica (e non solo quella italiana) davanti a un fenomeno di enorme complessità, non semplificabile negli slogan, e che coinvolge milioni di persone.

Disinformare per catturare
Se un politico (o un giornalista schierato) possa travisare i pareri scientifici per propria convenienza resta comunque il tema centrale di questi mesi: dai vaccini al testamento biologico, dal riscaldamento globale (quello che Trump ha negato tranne poi farci i conti in questi giorni) al dissesto idrogeologico, la disinformazione su argomenti così specifici è dilagante. Sono temi sui quali non dovrebbe prevalere l’ideologia, ma è un’affermazione velleitaria: i professoroni o fanno politica o si esercitano sulle tastiere di casa. Non cercateli nelle università.
Dunque, molto confidando sull’ italiano medio, discendente dei costruttori delle cattedrali e del Colosseo, non resta che augurarsi che come le bugie di Pinocchio, anche le fake finiscano per ritorcersi contro chi vorrebbe usarle a nostro danno. Ovviamente restiamo fermamente convinti che la terra sia piatta e che un complotto internazionale ci neghi da secoli questa verità. ( http://www.stravizzi.it/ )

Non sanno più come contenere il disfacimento dell’Italia terminale, s’inventano articoli come questo, senza capo ne coda. Si attaccano alla Terra piatta, appena prima di attaccarsi al tram. Poveretti loro.

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