Archive for novembre 1st, 2017

1 novembre 2017

Nebbia a San Siro (con nostalgia)

Vivo con nostalgia i tempi della nebbia quasi perenne sulla pianura padana d’inverno. Fenomeno atmosferico virtualmente scomparso. Pare l’Era Glaciale e sono passati solo 30-40 anni. Qual è il motivo? Nel tumultoso incedere del NWO, anche la fredda nebbia, che penetrava fino alle ossa, pure ci mancherà. (articolo tratto dal blog EraSanSiro)

nebbiaQuanti anni sono che non viene sospesa una partita per nebbia a Milano? Non me lo ricordo proprio, eppure un tempo, almeno fino a quando lo stadio aveva solo due anelli e San Siro era ancora un quartiere alla soglia della campagna più fredda, la nebbia era un pericolo costante.
Perdere con la Juventus non è mai bello, ma perdere senza assistere alla partita, uscendo molto prima della fine perché tanto non si vedeva nulla di quel che accadeva in campo, scoprendo soltanto a casa che all’85° minuto Tardelli aveva segnato il goal della nostra sconfitta.
Il 18 dicembre del 1977 la nebbia era spessa fin dal mattino e quando partimmo per andare verso lo stadio le speranze di poter vedere la partita non erano molte.
Io abitavo a Peschiera Borromeo, una delle zone più nebbiose di Milano.
Attraversando il centro città si vedeva il sole splendere e così, al suo calore, si riscaldavano il cuore e la speranza e solo dopo piazzale Lotto ritrovammo il muro bianco che tutto copre e nasconde.f
Ero con il mio amico Daniele e suo padre Gino. I biglietti erano nei “distinti” e noi ci mettemmo in curva; in quella che oggi è chiamata curva sud e che allora non aveva nessun nome.
Dalla nostra posizione non si vedeva la metà campo opposta. In certi frangenti la nebbia sembrava diradarsi leggermente e come d’incanto appariva ai nostri occhi perfino il contorno della porta opposta. Il desiderio di vedere la partita mi faceva cogliere segnali che occhi meno entusiasti non potevano vedere. I pali e la traversa, appena intravisti, erano per me come il faro per il naufrago, l’immagine che da sostanza alla speranza. Ma come per il naufrago a volte le immagini sono miraggi che scompaiono in pochi istanti, così la sfocata immagine della porta veniva inghiottita dalla coltre umida trascinando in basso le mie speranze.
Un saliscendi di emozioni fino al momento dell’ingresso delle squadre in campo. Allora non era impossibile come oggi sospendere una partita, le partite erano molto meno e recuperare una partita sospesa non era impossibile; però quel giorno l’arbitro volle iniziare la partita che, come ebbe inizio, finì, senza che i tifosi potessero godersela davvero.
Per fortuna non è sempre stato così e a volte le partite venivano sospese. Prima della fine del primo tempo, così i biglietti valevano per il recupero.

Federico

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1 novembre 2017

Attentato a New York, ecco chi è Saipov: un lupo solitario, arrogante e spietato

Freddo, lucido, spietato: l’ultimo volto del terrore risponde al nome di Sayfullo Habibullaevic Saipov, l’attentatore armato di volante che ieri è tornato a spargere sangue e morte a New York, proprio all’ombra della Freedom Tower sorta sulle ceneri del Torri Gemelle. Un luogo simbolo del terrore islamista di nuovo sotto attacco.

Attentato a New York: Saipov, terrorista spavaldo e spietato
Non solo: è spavaldo e si dice fiero del terrore seminato, il militante dell’Isis che ieri a bordo di un mezzo trasformato in micidiale arma di morte ha falciato e ucciso 8 persone – tra cui 5 amici argentini che su quella strada avevano scelto di festeggiare 30 anni di legame e di affetto nato tra i banchi di scuola – ferendone un’infinità di altre. Un’impresa di cui si è vantato Saipov, senza mostrare il benché minimo rimorso. E sulla quale, anzi, si è appena appreso avrebbe dichiarato che, se non si fosse andato a scontrare con uno scuolabus, avrebbe continuato a falciare – a bordo del furgone che aveva noleggiato – altri pedoni e ciclisti sulla pista ciclabile a Lower Manhattan. A svelare solo gli ultimi risvolto da incubo dell’attentato terroristico di New York sono ancora una volta la Nbc, la Cnn, la Cbs, e tutti i media americani concentrati in un’unica, lunga diretta dal fronte newyorkese nuovamente sotto attacco. Media che, citando fonti della polizia che ha interrogato il 29enne uzbeko in ospedale, hanno descritto l’atteggiamento a dir poco irriverente del terrorista islamico istruito e indottrinato dall’Isis e che, ferito dai poliziotti mentre tentava di fuggire, ha continuato ad ostentare fierezza killer e arroganza glaciale. Non a caso, all’interno del furgone utilizzato per la strage, è stato ritrovato un biglietto inneggiante allo Stato islamico. E allora, mentre da fonti mediche si apprende che il terrorista uzbeko sopravviverà alla ferita d’arma da fuoco inferta da un coraggioso poliziotto deciso a bloccarne la fuga – Saipov, ferito all’addome dalla polizia, è stato sottoposto a un intervento chirurgico e non sarebbe in pericolo di vita- altri dettagli sulle indagini arrivano da oltreoceano, alimenatndo la portata di orrore e di sdegno. E allora, per esempio, si apprende che Sayfullo Habibullaevic Saipov, il terrorista islamista di origine uzbeke negli Usa dal 2010, nel pickup bianco noleggiato per pochi dollari e utilizzato per falciare pedoni e ciclisti e uccidere, ha lasciato un biglietto con il giuramento di fedeltà all’Isis. Non solo: dopo che gli agenti dell’Fbi hanno perquisito la casa di Sayfullo Saipov a Paterson, nel New Jersey, dove il responsabile dell’attacco di New York viveva insieme alla moglie ed ai due figli, hanno raccolto nel quartiere le testimonianze sull’attentatore 29enne.Tv e giornali locali, allora, riferiscono di un uomo, che si sarebbe identificato come Ali, e che sostiene di aver affittato qualche mese fa l’appartamento di due stanze a Saipov. Ali ha raccontato che spesso invitava a casa il giovane, che possiede una Toyota Sienna bianca, con targa della Florida. ( http://www.secoloditalia.it/ )

Classica fake news in spregio al giorno di Ognissanti. Notizia ridicola a partire dal nome del terrorista: ‘Sayfullo’ (say full = dilla tutta). Gli Stati Uniti colla loro massoneria di quart’ordine ci propinano l’ennesima buffonata che i giornali italiani prezzolati si berranno tutta d’un fiato.

Attentato a New York, ecco chi è Saipov: un lupo solitario, arrogante e spietato