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15 novembre 2017

L’imbalsamatore di bambine [horror]

In molti abbiamo un hobby, molti possono essere strani alcuni inspiegabili, ma quello di Anatoly Moskvin era decisamente macabro. L’uomo infatti aveva l’abitudine di dissotterrare delle bambine, con età massima di 12 anni, dalle loro tombe per poi successivamente imbalsamarle e trasformarle in normalissime bambole come se nulla fosse.
Anatoly Moskvin viveva in un lussuoso palazzo nel centro di Nizhni Novgorod, ed era solito vestire le bambine imbalsamate con abiti da bambola. Durante una normale perquisizione la polizia iniziò ad avvertire qualcosa di preoccupante nell’abitazione, e quando si avvicinarono ad una delle tante bambole fecero una tremenda scoperta: le bambole non era finte ma bensì corpi di bambine morte poi mummificate e per ultimo trasformate in oggetti. Ma fra i tanti ritrovamenti ve ne fu uno che sconvolse totalmente la polizia russa più di quanto non lo fosse già: infatti una bambina venne rinvenuta con indosso il costume di “Teddy Bear”, l’amico orsetto con cui dormono migliaia di piccoli bambini. Foto e video nel link. ( https://www.horrorstab.com/blog/2017/04/11/anatoly-moskvin/ )

Non si tratta di pazzi imbalsamatori. Sono persone possedute dal demonio che zombificano i morti nel tentativo di sottrarli all’inferno. Difatti, tutti questi casi hanno due cose in comune:

  1. Non c’è spiegazione scientifica del metodo di imbalsamazione e buona conservazione dei cadaveri.
  2. Le “bambole” hanno movimenti propri, come ad esempio aprire gli occhi e spostarsi misteriosamente da sole (si sa, i bambini non stanno mai fermi)

Il tipo menzionato nell’articolo viveva in una casa lussuosa, quindi lavorava per i poteri occulti che impiagavano le “bambole zombie” in rituali che è meglio neanche provare a immaginare.
Esiste un caso noto anche in Sicilia. Rosalia Lombardo, la bimba palermitana morta nel 1920 che apre e chiude gli occhi e non deperisce.
Non si tratta di “mummie” bensì di zombie (morti viventi) dato che nessuno sa il perchè si muovano e perchè esse non vadano in putrefazione. Si tratta di sortilegi. Il suo imbalsamatore, Alfredo Salafia (salafita), era un esoterista e impiegò la magia nera per trattenerla in questo mondo imprigionando la sua anima.
Per rompere quello di Rosalia che la trattiene perennemente dall’andare, chissà lei in Paradiso, occorre un atto di coraggio.
Bisogna organizzare una task force su Palermo, trafugare la salma dalle Catacombe dei Cappuccini e sottoporla a esorcismo per liberala dal maligno che la trattiene. Così, la piccola Rosalia potrà finalmente riposare in pace.