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12 dicembre 2017

Breatharianismo e alimentazione pranica: il cibo spirituale

Vivere senza mangiare

Stadi successivi verso l’inedia (totale assenza di alimentazione).

Breatharianimo (dall’inglese “breath” = respirare, “vivere di aria”) si riferisce alla pratica di sostenersi senza ingerire cibo. Questo concetto non è nuovo; infatti, per migliaia di anni, diverse culture in tutto il mondo hanno scritto di tale capacità. Ad esempio, nel terzo libro degli Yoga Sutra, circa 25 Siddhi sono citati come dotati di straordinarie abilità. Questo è un tema comune in tutto il buddismo e in altre correnti religiose. Chiaroveggenza, pranoterapia e psicocinesi sono solo alcuni dei tratti speciali attribuiti ai Siddhi, così come la liberazione dalla fame e dalla sete.
Sebbene la scienza moderna abbia osservato prove di estese capacità umane come la telepatia, la visione a distanza e la precognizione, molto poco è stato dedicato all’esame del breatharianismo. Alcune menti brillanti credono che sia possibile, comunque, incluso Nikola Tesla. Nel 1901, argomentò come segue:

La mia idea è che lo sviluppo della vita deve condurre a forme di esistenza che siano possibili senza nutrimento e che non saranno incatenate da limitazioni conseguenti. Perché mai un essere vivente non dovrebbe essere in grado di ottenere tutta l’energia di cui ha bisogno per l’esecuzione delle sue funzioni vitali dall’ambiente, anziché attraverso il consumo di cibo e trasformando, con un processo complicato, l’energia delle combinazioni chimiche in energia vitale?

La liberazione dalla fame suona essere davvero un’idea irrealistica e, da ciò che sappiamo della biologia dei nostri giorni, sembra impossibile. Ma la storia della scienza ci ha mostrato molte volte che l’impossibile può diventare il possibile in un istante. Un grande esempio di ciò è la recente scoperta che gli esseri umani possono effettivamente influenzare il loro sistema nervoso autonomo usando il potere della mente.
C’è stato un caso famoso e studiato scientificamente. Prahlad Jani è un abitante di Ahmedabad, in India, che afferma che all’età di 11 anni, la dea indù Amba gli sarebbe apparsa dicendogli che non avrebbe più dovuto assumere cibo. Ha vissuto in una grotta dal 1970, e afferma di non aver mangiato nulla per gran parte della sua esistenza.
Jani è stato sottoposto ad analisi nel 2003 e nel 2010 presso lo Sterling Hospital di Ahmedabad dal dottor Sudhir Shah e dal suo team di medici. Il dottor Shah è un neurologo, consulente che esercita da 20 anni, oltreché professore e capo dipartimento di neurologia presso la KM School di PG Medicine and Research.
Durante il primo test, che ha avuto luogo nel 2003, Jani è stato monitorato 24 ore su 24 dallo staff ospedaliero e dalle videocamere, dove è stato confermato che non ha né mangiato né bevuto. Inoltre, non ha mostrato alcun cambiamento fisiologico – un fatto che, secondo la medicina moderna, dovrebbe essere impossibile. Questo test ha avuto luogo per un periodo di 10 giorni. Anche se potrebbe non sembrare una quantità significativa di tempo, passare 10 giorni senza cibo e acqua e non sperimentare alcun cambiamento fisiologico è, in realtà, abbastanza sorprendente.
Un caso italiano fu quello, nel 16° secolo, del veneziano Luigi Cornaro del quale parlo nel libro: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WEST.
La scienza nutrizionista ufficiale nega la nutrizione pranica, dato che si tratta di una realtà biochimicamente inspiegabile.
NON tutte le persone possono raggiungere un’elevazione spirituale tale da potere rinunciare integralmente al cibo. Però, tutti possono moderarne l’assunzione, per poi non dovere sudare onde smaltire in palestra il grasso accumulato in eccesso dall’organismo.