Italo diventa Amerigo e altre minutaglie ferroviarie

Ha fatto notizia che gli azionisti di Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), la società dei treni ad alta velocità ITALO, hanno accettato l’offerta di acquisto arrivata pochi giorni fa da parte del fondo di investimenti americano Global Infrastructures Partners (GIP): circa 2 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti i circa 400 milioni di euro di debiti della società di cui i nuovi acquirenti si faranno carico.
GIP, scrive il Sole 24ore, è un «fondo americano tutto dedicato alle infrastrutture, con tre direttrici principali: trasporti, energia e gestione di acque e rifiuti». Questo Fondo esiste dal 2006, ha sede a New York e ha investimenti consistenti in molti paesi europei. Sempre il Sole 24 Ore dice che ha entrate annuali superiori a 5 miliardi di dollari e controlla società che in tutto hanno 21.000 dipendenti. (dal blog Geograficamente)

Come prevedibile e da me largamente anticipato, NTV la ulteriore idea di Luca Montezemolo è stata un fallimento completo come tutte le cose che costui, Re Mida all’incontrario, ha toccato. Scrissi subito che adottare il nome “Italo” avrebbe portato male.
La TAV funziona se è un “pendolarismo veloce” come in Giappone. Non in un paese come l’Italia dove serve a mescolare le razze, fare arrivare più velocemente, a tariffe scontate, i dipendenti statali meridionali al Nord. Altrimenti c’è il rischio che al loro paese entrino nella mafia. Cosicché, nel Meridione c’è un esubero costante di dipendenti statali da smistare in Settentrione.
La crisi ha fatto il resto.
L’alta velocità europea è un progetto che già apparteneva al Terzo Reich, costituisce la spina dorsale del costruendo super-stato europeo multirazziale americanizzato, basato sulla abolizione totale delle frontiere interne, euro e adozione della lingua inglese come lingua franca comunitaria.
Certamente, i nuovi padroni di NTV premeranno per ultimare la più presto la Torino Lione e le altre connessioni alla famigerata Europa con buona pace degli ambientalisti i quali, essendo europeisti, sono intrinsecamente pro-Tav.
La TAV Milano Roma o Milano Napoli non ha senso, ai romani di venire a Milano non frega nulla. Ha più senso il pendolarismo veloce di studenti e “colletti bianchi” fra Bologna e Firenze, Milano Brescia, Padova Venezia, Napoli Salerno e Verona Bologna.
Menziono solamente il madornale errore che è stata la stazione AV Mediopadana che doveva invece essere la stazione di Parma. Reggio Emilia non è una gran città universitaria, gli studenti reggiani si recano in maggioranza a Modena o Parma dove la AV non ferma. Oltretutto, la stazione di Reggio è vicina al centro mentre la Mediopadana è fuori città. Da Parma, sede di grosso ateneo, si poteva collegare Milano velocemente con Spezia e la Versilia via Pontremolese.

https://trenoxtutti.wordpress.com/2012/01/01/breitspurbahn-si-avvera-il-sogno-di-hitler/

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