Perchè il non voto è un errore

Sotto elezioni riemerge il dibattito su voto sì, voto no.
Gettare la spugna come punizione per i politici è un piagnisteo da infanti. Purtroppo, anche se solo il 10% si recasse alle urne, entreranno in parlamento 630 deputati e 315 senatori. Sarebbe bello se, come avviene in alcuni paesi, rimanessero vacanti i seggi rappresentanti l’astensionismo.
L’altro caso in cui il non voto ha senso, è quando una persona è veramente scollocata. Solo gli eremiti sono beatamente in tale condizione.
Chiunque prenda un mezzo di trasporto pubblico ogni giorno o abbia figli a scuola, allo stato delle cose, non può esimersi dal prendere posizione.
Purtroppo è così.
L’incitamento all’astensionismo è venuto spesso da sponde equivoche. Dai Radicali a Grillo (prima maniera) si perorava la causa del non voto: col risultato di fare vincere la sinistra radicale rappresentante le istanze globaliste. Da adito a qualche sospetto.
Forse Claudio Borghi e Alberto Bagnai (il gatto e la volpe, visto che sembrano di casa in terra di Collodi), hanno trovato l’uovo di Colombo: impiegare il debito pubblico come moneta contante circolante. Il trucco è semplice: violare le regole della BCE senza uscire dall’euro. I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sarebbero emessi in tagli piccoli da tenere nel portafogli come le normali banconote. Naturalmente, avrebbero corso legale e la non indifferente qualità di annacquare l’abolizione del contante, il che non guasta. Non si tratta di una moneta complementare, sempre euro è, ma finanza creativa per aumentare il “circolante”. Fatta la legge, trovato l’inganno, tanto italiano.
L’Italia è finita comunque, tuttavia, questo potrebbe essere uno stratagemma per attutire le conseguenze della crisi in modo da dare il tempo alla maggior parte della popolazione di predisporsi all’impatto.

http://www.ilpopulista.it/sondaggi/20-Settembre-2017/18579/vota-il-tuo-mini-bot-quale-preferisci.html

Orina-Fallaci

Falcone-Borsellino