Il malore del calciatore Manfredonia fu inscenato?

Manfredonia calcioscommesse

Cresciuto nella Lazio, esordì in massima serie il 2 novembre 1975 nella gara contro il Bologna. Titolare dall’anno successivo. Dopo essere stato coinvolto nello Scandalo italiano del calcioscommesse del 1980, a seguito del quale fu squalificato per tre anni e sei mesi, rientrò a giocare nella Lazio, all’epoca in Serie B, nell’autunno 1982, per il condono di due anni deliberato dalla FIGC dopo il successo della Nazionale italiana al Campionato mondiale di calcio 1982.
Manfredonia fu reimpostato come mediano incontrista e la Lazio riuscì a risalire nella massima serie. Nel 1985, al termine del campionato che determinò una nuova retrocessione per i biancocelesti, Manfredonia passò alla Juventus, con cui vinse una Coppa Intercontinentale nel 1985 e uno scudetto nel 1986. Nel 1987 passò alla Roma per 3 miliardi di lire.[2] e fu contestato dai nuovi tifosi per il suo passato con la maglia biancoceleste. In Curva Sud si formò una componente di tifosi organizzata contro di lui, il Gruppo Anti-Manfredonia[3].
Manfredonia alla Juventus nel 1986, in contrasto sul napoletano Maradona.
Chiuse la carriera dopo che, il 30 dicembre 1989, nel corso di una gara contro il Bologna (e con temperatura di 5 gradi sottozero) si accasciò a terra, vittima di un arresto cardiaco. Fu Bruno Giordano, compagno di squadra ai tempi della Lazio e quel giorno avversario rossoblù, ad accorrere per primo per prestargli soccorso.[4] Successivamente Manfredonia si riprese completamente ma fu costretto ad abbandonare l’attività agonistica a soli 33 anni. ( https://it.wikipedia.org/wiki/Lionello_Manfredonia )

Oggi si chiamerebbero fake news. Sappiamo che il mondo del calcio è completamente manipolato, lo è sempre stato. Il caso del calciatore Lionello Manfredonia che ebbe un grave malore il 30 dicembre 1989 durante la partita Bologna Roma.
Ci sono alcune stranezze: il fatto che ciò sia avvenuto al 5 minuto, aveva 33 anni. Il primo ad accorgersi di cosa era successo fu curiosamente Bruno Giordano, compagno di squadra (e di “merende”) per lunghi anni alla Lazio prima di approdare al Bologna, via Napoli di Maradona. Manfredonia fu già squalificato, assieme al succitato Giordano, per avere venduto partite. Cosa ci impedisce di credere che anche il malore fu una messa in scena con la complicità del medico sociale della Roma e dei primari di Bologna, città arci-massonica? La tifoseria giallorosa gli era invisa, non gli perdonava di essere un autentico venduto non solo col calcio-scommesse, ma per avere vestito la maglia della Juve. Ai tempi, vi era una acerrima rivalità fra le due squadre risalente al famoso ‘gol di Turone’ con cui i bianconeri torinesi ‘scipparono’ uno scudetto già vinto ai capitolini.
Per me, si trattò di una astuta montatura, così il calciatore si ritirò avendo già incassato fior di quattrini da madama Juve. Ricordo pure che Manfredonia fumava ma vinse un premio per calciatori non fumatori, poiché dichiarò il falso. Insomma un grande attore, non trovate?

La coronarografia si è svolta in gran segreto per evitare il clamore e la pubblicità di quando Manfredonia fu dimesso dall’ ospedale. L’ esame dice Bracchetti esclude che si sia trattato di infarto. Non ci sono cicatrici nel cuore, le arterie coronariche sono indenni, non ci sono lesioni, non c’ è stenosi. Perciò d’ infarto non parlate più, si è fatta molta confusione intorno a questa parola. Io quel giorno riscontrai soltanto dei segni evidenti di infarto: l’ arresto cardiaco avvenuto per fibrillazione ventricolare, con conseguente insufficiente apporto di sangue al cuore del calciatore. Una specie di infarto, insomma. Un principio di infarto, ma non è la stessa cosa. E poi l’ aritmia, il quadro elettrocardiografico generale. Ma la medicina è fatta anche di osservazioni continue sul malato e dunque sugli sviluppi della patologia. Così il giorno dopo, il quadro era già regredito, i sintomi erano rientrati. Più difficile ora è risalire alle cause di ciò che è successo ha continuato Bracchetti darne un’ interpretazione plausibile. Forse c’ è stato uno spasmo, forse i fattori causali son stati diversi. Ci dirà di più lo studio elettrofisiologico che condurremo sul giocatore tra qualche tempo: servirà per stabilire se c’ è disordine nell’ attività elettrica del cuore di Manfredonia. Se questo esame darà ancora esito negativo, entriamo nell’ imponderabile. Lo stress, la corsa, il freddo, chissà. Difficilmente si troverà una spiegazione definitiva. Il caso è troppo singolare ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/20/manfredonia-non-ha-avuto-infarto.html )

‘Un errore collettivo della difesa bolognese’ all’ultimo minuto. Anche la partita venne pilotata verso il pari.

Il gol di Turone: