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2 marzo 2018

Musulmani a lezione di voto (ma solo per il Pd)

In un incontro organizzato a Milano, i dem spiegano come votare: ma nelle schede appare solo il simbolo del Partito democratico

Come vi ho spiegato infinite volte, ci impiegano come “campo di rieducazione” per terzomondiali, gli insegniamo anche a votare.

Musulmani a lezione di voto. Naturalmente per il Pd. È questa l’impressione che si ha vedendo alcune foto dell’evento organizzato dal segretario dem Pietro Bussolati e dalla consigliera comunale Sumaya Abdel Qader nel Centro Islamico di Milano e Lombardia.
Nelle immagini diffuse in rete si vede Bussolati seduto accanto a Sameh Meligy, un egiziano che sostiene i Fratelli musulmani e che è membro dell’Alleanza Islamica d’Italia, un’associazione già inserita nella “lista nera del terrore” degli Emirati Arabi. Va bene, magari Bussolati non sapeva chi avesse accanto. E invece no. Perché nel 2016 Meligy è stato candidato a Milano come consigliere di zona 4 ma, in seguito a una sua foto scattata insieme a Tareq Suwaidan, predicatore legato ai Fratelli Musulmani kuwaitiani, la sua nomina è svanita nel nulla. Era davvero troppo, insomma.
In un’altra foto dell’evento, inoltre, si può vedere una donna velata che tiene in mano una scheda elettorale con scritto “come si vota”. Bene, bravi, bis. Una lezione di democrazia. O forse no. Già perché l’unico simbolo presente – e con una bella croce sopra – è quello del Partito democratico. Una specie di listone unico per i musulmani di Milano.
La lezione del Partito democratico lascia per lo meno di stucco. Sarebbe infatti inutile dire che la politica non deve entrare nei luoghi di culto onde evitare di creare frizioni e scontri interni (come già avvenuto durante il Ramadan 2013 tra sostenitori e oppositori dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi) se non fosse che il Pd è il primo ad andare nelle moschee per fare campagna elettorale. Non ha insomma senso parlare di separazione tra religione e politica se poi si fa l’esatto contrario pur di racimolare qualche voto in più.
C’è poi un ulteriore aspetto da considerare: è compatibile la propaganda politica del Pd con l’ideologia di un centro islamico il cui imam voleva vietare alle donne di andare in bicicletta? Un imam, val la pena ricordarlo, che nel 2011 durante un sermone pontificò: “I musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra ecologia e libertà perché il suo leader Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica”. (Il Giornale)

Come vi dissi anni fa, la cricca luciferina, imperante in Italia e ovunque, sta impiegando i musulmani, fatti arrivare appositamente, in funzione anticristiana. La tipa dei Fratelli Musulmani (organizzazione massonica), fatta eleggere nel consiglio comunale milanese per fare aprire la moschea ed eliminare i crocefissi eogni riferimento alla religione cristiana negli edifici di competenza comunale. Notare che parlano di “etica” e non di “morale”, ne si discute dei falsi attentati inscenati in tutta Europa, intesi a promuovere l’islamizzazione con lo spauracchio delle “stragi musulmane”.
Ciò sta avvenendo in tutta Europa con la complicità della Chiesa Cattolica che sembra una diramazione della Mecca.
Non è una sensazione sbagliata. Dall’arcivescovo di Milano (che aveva chiesto di inserire feste religiose islamiche nelle scuole!) ai capi della Caritas, e Bergoglio stesso, stanno, col pretesto del “rispetto”, rimuovendo ogni retaggio religioso nel Vecchio Continente. Gli organi d’informazione cattolica, da Avvenire a Famiglia Cristiana, non parlano altro che di “diritti degli immigrati e degli islamici” perchè urge costruire il “popolo europeo” spersonalizzato, ateo ed edonista sul modello nordamericano. Famiglia Cristiana e il Messaggero di Sant’Antonio hanno ormai da decenni in copertina quasi sempre fotografie di non bianchi per abituare i credenti alla società multirazziale. Verificate pure.
Ricordiamo che l’Italia spende una cifra di decine di miliardi di euro l’anno per trattenere gli islamici che non versano tasse, i loro figli perlopiù non pagano mense ne rette universitarie ma devono essere comunque promossi. Tra un po’, scommetto, li faranno entrare nella PA per controllarci, senza neanche dovere superare un concorso pubblico.
Presto la cosa si riverbererà sul sistema previdenziale, per cui costituisce uno spreco di denaro versare i contributi all’INPS. Come di scrissi dal giorno stesso in cui fu varata, la legge Fornero sarà riformata IN PEGGIO per dare una pensione sociale/reddito di cittadinanza ai milioni di africani che stanno facendo affluire. Pertanto, saranno i lavoratori italiani, quelli abbastanza fessi da dare soldi allo stato, a dovere rinunciare a parte del proprio assegno pensionistico per la “solidarietà”, “ce lo chiede l’Europa”. Ma forse gli stranieri saranno solo il pretesto.
C’è solo un lato positivo in tutto ciò: che si farà una bella selezione naturale fra chi le cose le capisce e chi guarda la TV.