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3 maggio 2018

La dissoluzione politica dell’Italia terminale


Per una volta sono costretto a dare ragione a Ernesto Galli della Loggia, se non sbaglio, editorialista dell’americano Corsera.
In realtà, nessun partito vuole andare a governare. Già, nessun movimento politico vuole lasciare trasparire di essere formato da incompetenti, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, aspiranti al vitalizio in attesa del quale si accontentano di 15 mila euro mensili.
Ci avete fatto caso, che nessuno osa parlare di vaccini ne del fatto che la legge Fornero fu varata dalla massona che le ha dato il nome per finanziare Mare Nostrum e l’ingresso di un milione e passa di clandestini da rieducare.
Ora la UE vuole altri immigrati e, dato che la costituzione obbliga al pareggio di bilancio, bisognerà varare un’altra riforma previdenziale, ancora più feroce.
Per tenere buono il popolino teledipendente l’ISTAT snocciola dati inverosimili sulla “ripresa economica”. ma basta muoversi in macchina per accorgersi che in Italia non si asfaltano più le strade, il manto stradale è sempre più deteriorato e pericoloso.
Galli della Loggia è chiaramente un massone, amico degli “europeisti” Giuliano Amato, Radicali, collega di Severgnini il quale dalle colonne del New York Times, da quelle del Corriere che lo stipendia evidentemente si vergogna, chiede che lo stato assegni gratuitamente terreni demaniale a “migranti”.
Per gli italiani invece c’è l’aumento dell’IVA nel DEF preparato da Gentiloni e Padoan. Nonché il solito ius soli e legalizzazione della droga dietro l’angolo.
Non vogliono tenere in mano la patata bollente i politicanti italiani, neanche i neo-giacobini pentastellati che temono cada definitivamente l’illusione di rinnovamento grazie alla quale hanno incassato valanghe di voti (e di soldi pubblici).
E l’italiano medio? Be’, il cittadino italiano è generalmente un sottosviluppato mentale dedito al calcio e al Grande Fratello. E alle belle fighe. Quelle degli altri però, forse l’ho notato solo io che i “machi” italioti che parlano di gnocche e di classifiche di fotomodelle, sovente, stanno assieme a brutte donne.
L’altro giorno uno mi ha chiesto: un amica mi chiede un consiglio, è meglio chiedere per una surroga di un mutuo di cospicuo importo , un tasso fisso o variabile? Ti ringrazio in anticipo…
Allora’, l’economia è una finzione, e banche abbassano i tassi d’interesse sui prestiti in modo da “seminare”. Poi li fanno crescere, in tal modo “mietono” chi non riesce a ripagare il mutuo, perde la casa. È la sola verità. L’unica cosa è di NON fare mutui e se si ha commesso l’errore di averne chiesto e ottenuto uno in passato (o la sventura di averne ereditato) bisogna fare di tutto per chiudere la pratica. Sto vedendo quanta gente svende la casa perchè non ce la fa più dopo anche decenni di sacrifici per la banca. Nel presente contesto storico, è meglio stare in affitto. Infatti, bisogna tenere un profilo economico defilato per non morire di tasse. Per non parlare del ISEE (indicatore di ricchezza), meglio avere intestato il meno possibile.
La situazione italiana continuerà a peggiorare fino al livello della Grecia, i politici fanno finta, da Mattarella a tutti i massoni presenti nei partiti, di non saperlo. Io più che scriverlo un giorno sì e l’altro pure non posso fare.

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