Archive for maggio 9th, 2018

9 maggio 2018

Ego dixit: arriva il super-Kossovo

La rivolta degli italiani contro il “villaggio dell’islam”
La comunità islamica acquista un ex macello di 2mila metri quadri a Casalgrande. I giornali parlano di “villaggio dell’islam”. Residenti sulle barricate.

La sala della scuola elementare di paese è piena fino all’orlo. All’esterno urla irritata una folla di persone rimaste senza posto.

 A Casalgrande, piccolo comune tra Sassuolo e Reggio Emilia, non si era mai vista una partecipazione così ampia ad un incontro col sindaco. La calca e le proteste fanno tornare alla mente le barricate erette nel 2016 dai cittadini di Goro e Gorino contro l’arrivo dei migranti. Solo che qui non ci sono profughi da respingere, ma il progetto dei musulmani di creare in paese quello che è già stato rinominato il “villaggio dell’islam“. Un’enorme “centro polifunzionale” interamente finanziato dalle donazioni dei fedeli di Allah.
Tutto inizia quando la Associazione Comunità Islamica di Sassuolo (Acis) acquista all’asta un ex mattatoio di 2mila metri quadri nella frazione di Veggia di Casalgrande. Il prezzo è basso e lo stabile enorme, ma sito in un luogo infelice: troppo stretta la via e troppi pochi i parcheggi per sostenere l’afflusso di 4-500 persone. I musulmani, però, hanno un “sogno”: “Creare un centro polivalente aperto a tutti – spiega il referente Hicham Ouchim – con una sala conferenze, aule didattiche, un teatro e altri servizi”.
La notizia circola ed inizia ad allarmare i cittadini. Forza Nuova appende uno striscione “Veggia è cristiana” e sui cancelli dell’ipotetico “villaggio islamico” spunta una testa di maiale. Ci pensa don Carlo Taglini a inviare una lettera ai fedeli per elencare tutti i motivi per cui si oppone al progetto islamico: la legge di Maometto “contrasta con i principi costituzionali”, la Veggia conta già una 200 stranieri su poco più di mille abitanti e così “rischia di diventare un ghetto islamico”. Senza contare che “una struttura enorme con corsi di corano può interessare solo gli islamici”.
Nella dura polemica esplosa col sindaco del Pd, gli abitanti della frazione si schierano col don. “Non abbiamo bisogno di questo centro“, susurrano due donne sedute ai tavolini dell’oratorio. “Noi aiutiamo molti musulmani in difficoltà: il rischio è che si torni indietro nella strada dell’integrazione”.
Goro e Caslgrande insegnano che l’Emilia Romagna in tema di islam e immigrazione non è davvero più la regione “rossa” che eravamo abituati a raccontare. A dire il vero in Comune non è ancora arrivato alcun progetto ufficiale. Per il sindaco Alberto Vaccari (Pd) “il piano regolatore ha degli obiettivi chiari per quella zona” tali da rendere “infattibile” l’idea così come presentata dall’Acis: attirerebbe troppe persone in una via stretta e senza parcheggi. Eppure il piano regolatore si può cambiare, basta votarne uno nuovo. I musulmani lo sanno e i residenti pure. “Il sindaco continua a dire di non aver nulla in mano – fa notare Lucia – ma noi temiamo di ritrovarci presto a cose fatte”. Orlando è più duro: “Degli islamici non ci si può fidare, gli concedi un dito e si prendono il braccio”. Per Maria, invece, “questo diventerà a tutti gli effetti un paese musulmano”.
I cittadini sono sulle barricate. All’assemblea pubblica di lunedì sera si sono presentati in 250. Lo scontro è stato infuocato. La paura, condivisa da molti, è una sola: “Loro lo mascherano come un centro culturale, ma lo sappiamo tutti che dietro si nasconde una moschea”. ( Il Giornale)

Ne parlavo nel 2005 di Operazione super-Kossovo. Scrivevo già allora che l’Italia, paese privo di identità nazionale e di struttura amministrativa federale, sarebbe finito così. Il massone Tito, da Belgrado aveva ordinato di lasciare penetrare gli albanesi in Kossovo finchè sono divenuti maggioranza. Idem sta facendo l’Unione Europea che premia gli stati membri che si prendono gli immigrati. Da noi, da molti anni si sa che i cinesi possono fare ciò che vogliono senza essere veramente obbligati a pagare tasse. Gli anziani stranieri appena ricongiunti possono richiedere la pensione, per gli italiani c’è la legge Fornero. I comunisti vogliono la donna mascolina, abortista, indipendente ma difendono il burqa e i precetti islamici sottomettenti le donne. Lo stato è laico fin dove lo decidono gli imam. Solo esempi della dissonanza cognitiva con cui la cricca luciferina agisce.
Dietro le “associazioni islamiche”, infatti, si cela la massoneria, da questa parte della barricata travestita (massimamente) da partiti cattocomunisti, radicali e ambientalisti fasulli.
Ciò spiega, banalmente, per quale motivo i comunisti siano ossessivamente anticristiani viceversa estremamente docili nei confronti dei musulmani, accoliti di una religione assai più lontana dal “materialismo storico” professato dai massoni Marx ed Engels.
E non c’è niente da fare (con buona pace di Forza Nuova) poichè l’Italia è uno stato fittizio dove comanda la gente che non lavora, che vive di parassitismo statale (finchè dura).
Ubi maior, minor cessat. E a “cessare” saremo certamente noi , non dubitiamone.

9 maggio 2018

9 maggio 1978

Moro misteri 1978

Siamo stati noi a mettere il dito dei brigatisti sul grilletto della pistola. Le Brigate Rosse sono state manipolate in questa direzione, verso l’esecuzione di Moro. Non l’hanno mai capito o scoperto, ma è così che è andata.
(…) La trappola era che dovevano ucciderlo. Sono stati sopraffatti dalla loro stessa incapacità di capire ciò che davvero stava accadendo. Ancora una volta sono stati eccellenti sul piano tattico, ma strategicamente si sono fatti manovrare come degli ingenui.
(…) Li ho messi a tal punto con le spalle al muro che non gli restava altro da fare che uccidere il loro prigioniero. Si sono fatti manipolare fino a diventare i responsabili del loro stesso annientamento.
Steve Pieczenik

Da Abbiamo ucciso Aldo Moro, di Emmanuel Amara, Cooper, 2008, pp. 173-174.

Steve Pieczenik è uno psichiatra, scrittore di gialli psico-politici “acclamato dalla critica”, consulente del Dipartimento di Stato USA inviato in Italia in qualità di negoziatore, all’epoca del sequestro dell’esponente democristiano.
Dopo averlo insultato, egli si assume la responsabilità primaria della decisione del governo allora in carica di rifiutare qualsiasi negoziato con i sequestratori per il suo rilascio. Qui. ( https://byebyeunclesam.wordpress.com/2018/05/09/9-maggio-1978/ )

Non sapremo mai la verità sul caso Moro. Ciò che sappiamo è che tutti coloro che sono morti per l’Italia, sono morti invano.

9 maggio 2018

L’addio a Pamela. La madre ai funerali: ‘Ti hanno massacrata ma sei viva’

I funerali a Roma. Tante corone di fiori, anche di Traini

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E’ gremita la chiesa Ognissanti di via Appia Nuova per i funerali di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata e ritrovata a pezzi in due valigie. In prima fila la sindaca di Roma Virginia Raggi e il sindaco di Macerata Romano Carancini che hanno proclamato oggi il lutto cittadino nelle due città. La sindaca, arrivando in chiesa, ha abbracciato a lungo la mamma di Pamela. Amici, parenti e cittadini comuni hanno portato le loro condoglianze ai familiari della ragazza. Tra gli esponenti politici arrivati in chiesa Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Domenico Gramazio e Stefano Fassina. Davanti l’altare la bara bianca della ragazza coperta da un grosso cuscino di rose rosse dei genitori, una sua foto sorridente e un palloncino a forma di cuore rosa con su scritto “Ciao Pamela”.
Un piccolo corteo funebre aveva accompagnato Pamela Mastropietroì fin davanti la chiesa Ognissanti di via Appia Nuova per la camera ardente prima dei funerali. Dietro al carro funebre la mamma Alessandra con un mazzo di rose rosse. Ad attendere fuori dalla chiesa il feretro di Pamela, in una bara bianca, diversi amici. All’esterno della parrocchia di via Appia alcune amiche hanno esposto uno striscione rosa con su scritto “Infinitamente… manchi ma ci sei!”. Tra le numerose corone di fiori presenti in chiesa, quella della sindaca di Roma Virginia Raggi, della nonna Giovanna, dei professori e di Luca Traini, l’uomo che per ‘vendicare’ la ragazza sparò all’impazzata a Macerata contro alcuni migranti qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo della ragazza.
Madre, ti hanno massacrata, ma tu sei viva – “Hai meritato il paradiso e non tutti se lo possono permettere. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata”. Così Alessandra Verni, la mamma di Pamela. “Questo, amore, non è un addio. Un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre. Ti amo Pamy”, ha aggiunto la mamma
Famiglia, contro la barbarie vogliamo giustizia – “Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia”. Lo ha detto lo zio di Pamela Mastropietro e legale della famiglia Marco Valerio Verni davanti la chiesa dove si svolgono i funerali della ragazza. “Lo faremo per lei – ha detto – per la sua famiglia e per tutto il mondo civile perché questa è la battaglia di tutto il mondo civile contro quello della barbarie”.
“Non lasciatevi rubate la speranza sul vostro futuro”. È l’invito del parroco della chiesa Ognissanti ai tanti giovani presenti ai funerali di Pamela. “Il signore è con voi, vi accompagna” ha aggiunto don Francesco ricordando che la ragazza, uccisa e fatta a pezzi a gennaio a Macerata, era nel primo gruppo di cresima quando diventò parroco della chiesa sull’Appia Nuova. “Pamela è tornata a casa e ora vogliamo stringerla con un forte abbraccio spirituale per farle sentire tutto il nostro amore – ha detto il parroco iniziando la messa – Con umiltà chiediamo perdono di tutte le nostre mancanze”. (ANSA)

Tutte le caratteristiche della messa in scena. Traini e i tre africani sono personaggi pagati o manipolati dai servizi segreti. Per rafforzarne la credibilità, tuttavia, hanno convocato pure i politici alle finte esequie. Notare l’insistenza nell’uso della neolingua orwelliana “sindaca” per la Raggi che forse è una trans. Ecco come i poteri occulti si prendono gioco dei cretini che vanno a lavorare per pagare le tasse.
La Raggi è stata messa li per legalizzare le adozioni gay, legalizzare la droga, riempire la città di immigrati musulmani, regalando loro le case popolari, in funzione anticristiana esattamente come la Appendino a Torino. E imporre la lingua inglese come “lingua franca” delle nuove città metropolitane multirazziali americanizzate. “Altrimenti i bimbi migranti piangono perchè non possono studiare l’inglese” certificherà l’agenzia ANSA.
I dettagli dell’omicidio di Pamela sono talmente efferati da risultare poco credibili. Si tratta di una sceneggiata integrale (la ragazza è viva e vegeta con un altra identità) oppure è deceduta in circostanze “esoteriche” le quali non possono essere rivelate.