Archive for Mag 19th, 2018

19 Mag 2018

Il “contratto” M5S-Lega porta dritto agli Stati Uniti d’Europa

Bastava osservare il lessico: l’impiego della parola “contratto”. Gli USA, attraverso la Casaleggio Associati (un’azienda privata), stanno ingabbiando la Lega verso la costruzione degli Stati Uniti d’Europa quindi è un contratto anti-sovranista e, di fatto, un capestro che distruggerà l’Italia. Quindi, i poteri massonici quali Berlusconi, Boldrini e PD fingono solamente di essere contro un eventuale governo “giallo-verde”.
I giornali citano solo punti che non verranno mai realizzati quali l’abolizione della legge Fornero e l’espulsione dei clandestini. Così come lo Steve Jobs Act non sarà abolito tanto meno la legge Lorenzin.
Solo gli ipocriti e i bambacioni possono credere che l’Italia abbia un minino di sovranità nazionale. Non l’ha mai avuta, perchè dovrebbe acquistarla proprio adesso?
Fra l’altro, nel “contratto” si chiede la “cittadinanza europea” per gli italiani, quella che la UE vuole regalare ai “migranti” che arrivano importati e mantenuti dagli stati europei. Materializzato lo slogan dei Centri Sociali  “siamo tutti clandestini”.
Bisognerà vedere quanto i contraenti saranno capaci di rispettare un accordo suicida.
A scanso di equivoci: nel mondo occidentale si sta innalzando drammaticamente l’età pensionabile (a 65-67 anni), è impossibile che alla repubblica delle banane di Pizzaland sia concesso di tornare indietro abolendo la Fornero. La TAV Torino Lione fa parte del sistema ferroviario dello stato paneuropeo, quindi la faranno assieme al terzo valico (parte della Milano Barcellona) e la Lorenzin fa parte del piano vaccinale europeo.
ADDENDUM “Tensione tra i due leader sulla scelta del premier: Di Maio vuole l’incarico”. Il contratto fra Casaleggio e CIA richiede evidentemente che il M5S ottenga la presidenza del consiglio (no premier, no money).

19 Mag 2018

Morti sul “lavoro”

Pisa. Morta bimba di un anno dimenticata in auto dal padre
Il padre l’aveva lasciata nel parcheggio delle stabilimento dove lavora, nel Pisano.

Un’altra tragedia simile Castelfranco di Sopra. Nel giugno dello scorso anno una madre lasciò la figlia in auto e la ritrovò morta all’uscita dal lavoro (Ansa)

Avrebbe dovuto accompagnarla all’asilo nido, vicino a casa, e invece se l’è «dimenticata» in auto ed è andato a lavorare. Un ‘black out’ di pochi attimi ha trasformato una giornata di routine in una tragedia per una famiglia di Pisa. È morta così la piccola Giorgia, 1 anno da compiere a giorni, nell’auto del padre posteggiata sotto il sole per ore nel parcheggio davanti all’azienda di San Piero a Grado dove l’uomo lavora come ingegnere. L’allarme è scattato quando nel pomeriggio la madre è andata a riprendere la bimba all’asilo e non la trovava.

L’esatta ricostruzione dei fatti comunque è ancora al vaglio dei carabinieri, che conducono un’indagine coordinata dal sostituto procuratore di Pisa, Giancarlo Dominijanni. Il corpicino della piccola è stato trasferito all’istituto di medicina legale dove sarà eseguita l’autopsia. Secondo le prime informazioni, il padre, segretario di un circolo cittadino del Pd, è sotto choc e non è ancora stato ascoltato formalmente dagli inquirenti. Era lui, da quanto risulta finora, ad accompagnare abitualmente la figlia, secondogenita, all’asilo.

Stamani però è accaduto qualcosa e invece di lasciarla al nido è andato dritto al lavoro, a una quindicina di chilometri da casa.
Nello stabilimento, un’azienda del settore automobilistico, è arrivato intorno alle 9 e solo poco prima delle 16 è scattato l’allarme, quando la piccola era ormai priva di vita nella vettura, al suo posto nel seggiolino posteriore. È stata proprio la mamma a far scattare la catena dei soccorsi: era andata a prelevarla al nido ma ha scoperto che lì la figlia non c’era mai arrivata. Allora, ha chiamato il marito per chiedere cosa era successo, dunque è iniziata la corsa contro il tempo ormai vana. Quando il 118 è arrivato, la piccola era già morta.

La tragedia ha sconvolto la comunità pisana: il Comune ha annullato la festa di inaugurazione delle Mura medievali restaurate in programma oggi pomeriggio e il sindaco Marco Filippeschi ha espresso cordoglio a nome della città «piegata per la tragedia, la nostra comunità non ha parole. Abbracciamo la famiglia di Giorgia».

I PRECEDENTI

Si tratta di un’altra tragedia legata a una dimenticanza da parte di un genitore, convinto di avere già portato il suo piccolo all’asilo o dai nonni. Purtroppo ne sono avvenute altre negli scorsi anni.

7 GIUGNO 2017 a Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo, Ilaria Naldini, di Terranuova Bracciolini, “dimenticò” la figlia di un anno in auto prima di recarsi lavoro in Comune. Fu la stessa stessa mamma, poi, all’uscita, dopo le 14, a trovare la piccola di 16 mesi, morta all’interno dell’abitacolo. LEGGI L’ARTICOLO

27 LUGLIO 2016: Una bambina di 18 mesi muore all’ospedale Meyer di Firenze dove viene ricoverata dopo essere stata lasciata dalla madre per diverse ore sul seggiolino dell’auto a Vada, in provincia di Livorno. LEGGI L’ARTICOLO

1 GIUGNO 2015: Una bambina di 17 mesi muore dopo essere stata dimenticata in auto dai genitori a Vicenza per ore. LEGGI L’ARTICOLO

GIUGNO 2013: A Piacenza un uomo dimentica il figlio di 2 anni in auto, andando a lavoro in uno stabilimento di via Bresciano. Per il bimbo, rimasto chiuso nella vettura per oltre 8 ore sotto il sole, non c’è nulla da fare. LEGGI L’ARTICOLO

MAGGIO 2011: Jacopo, un bambino di 11 mesi, muore a Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia. Il piccolo viene dimenticato in auto dal padre. LEGGI L’ARTICOLO

MAGGIO 2011: A Teramo Elena, di 22 mesi, viene dimenticata in auto dal papà, un docente universitario. Il tempo passa, mentre la bimba è sotto il sole e trascorrono circa sei ore quando viene soccorsa, trasportata in ospedale e poi trasferita in eliambulanza all’ospedale materno-infantile Salesi di Ancona. Le sue condizioni, pur gravi, sembrano stabili, ma dopo alcuni giorni avviene un drammatico peggioramento. La piccola non ce la fa.

MAGGIO 2008: Una bambina di quasi due anni muore dopo essere stata dimenticata in auto dalla mamma a Merate, in provincia di Lecco. La donna, 39 anni, doveva lasciare la piccola alla baby sitter prima di raggiungere la scuola dove insegna. La bimba però si addormenta e la madre si dimentica di lei.

Cosa succede in un’auto lasciata al sole

In un giorno in cui la temperatura esterna raggiunge i 30 gradi all’interno di un’auto si arriva rapidamente a 54 gradi, una temperatura insopportabile anche per un adulto. Lo sottolinea uno studio pubblicato su Pediatrics dalla Stanford University, che ha verificato che la temperatura massima si raggiunge in un’ora.

I ricercatori hanno misurato l’andamento del calore all’interno di un’auto scura lasciata al sole con diverse temperature di partenza, da 22 a 30 gradi. “L’andamento è indipendente dalla temperatura iniziale – scrivono gli autori -, e in media la temperatura sale di 3,2 gradi ogni 5 minuti, con l’80% dell’aumento totale che si raggiunge nei primi 30”.

In dettaglio, se la temperatura esterna è di 30 gradi, dopo 15 minuti all’interno dell’abitacolo si arriva a 43, dopo mezz’ora a 49, dopo 45 minuti a 52 e dopo un’ora a 54. Anche in giornate relativamente più fresche, di 22 gradi, dopo mezz’ora l’auto arriva a 40 gradi, e dopo un’ora supera i 44. “Anche a temperature relativamente basse – sottolineano gli autori nelle conclusioni – l’aumento è significativo in giorni di sole pieno, e mette a rischio i bambini di ipertermia. Anche lasciare i finestrini leggermente aperti non rallenta il riscaldamento e non diminuisce significativamente la temperatura raggiunta”.
( https://www.avvenire.it/attualita/pagine/provincia-pisa-bimba-morta-in-macchina )

19 Mag 2018

L’incidente aereo di Cuba è un falso

Sulla scena un pezzo d’ala e rottami irriconoscibili, niente motori o carrelli delle ruote.

Basta osservare che non si scorgono rottami di consistenti dimensioni tranne un pezzo d’ala che sembra un vecchio rottame posto li ad hoc. Scenario simile quello si Shanksville in Pennsylvania quando precipitò, dissero, lo United 93 dirottato l’11 settembre. Se le ali, ove sarebbero ubicati i serbatoi, era piene di carburante sarebbero dovute esplodere ed essere irriconoscibili.
Ci sarebbero stati solo tre sopravvissuti. Uno viene mostrato portato via in barella come nei falsi attentati islamici in Europa. Nel video si dice che c’erano cadaveri sparsi dappertutto, ma nelle immagini, scattate subito dopo lo schianto, non si nota nulla. I soccorritori non possono avere rimosso oltre 100 corpi in 15 minuti.
Curiosa e rivelatrice la notizia secondo cui poco prima dell’incidente sia mancata l’energia elettrica in tutto l’aeroporto de l’Havana. Il black out è servito a pretesto per privarsi delle registrazioni radar.
I giornali puntualizzano che il velivolo era vecchio (costruito nel 1979), ora vi sarà una campagna “globale” per ringiovanire le flotte aeree. Probabilmente, il mercato degli aeroplani nuovi langue, urge quindi trovare il sistema per convincere le compagnie aeree e rinnovare il parco macchine.

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