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17 luglio 2018

Tutto previsto: la riforma della legge Lorenzin incrementa schedatura e numero di vaccini

Vaccini, ultimi ritocchi M5S sulla proposta di legge. Si ragiona sull’obbligo «flessibile». Anagrafe modello Veneto.

di Barbara Gobbi

Chissà se la riunione M5S di oggi partorirà la bozza buona. Quella pronta per la condivisione con la Lega, prima della presentazione del Ddl in Parlamento. Quel che è certo, è che l’impianto del testo che rivedrà la legge 119/2017 sull’obbligo vaccinale a scuola è ormai in fase avanzata di definizione.
Due i capisaldi: l’anagrafe vaccinale informatizzata – passaggio imprescindibile per avere costantemente il polso della situazione su coperture ed eventuali emergenze, così da poter intervenire tempestivamente – e una rimodulazione dell’obbligo, in un’ottica di “flessibilità”. Tradotto: revisione costante dell’imposizione a vaccinarsi, di tre anni in tre anni oppure alla scadenza di un quinquennio. Perché le emergenze, è la ratio, sono mutevoli e ad esse la legge e l’obbligo – supportato sempre da un’adeguata, approfondita e mirata informazione e comunicazione ai cittadini – dovranno commisurarsi.
La logica che si vorrebbe propugnare del Ddl è che l’offerta vaccinale è “come un armadio pieno di vestiti”: bene che sia tra le più variegate, ma bisogna indossare l’abito adatto al “clima” e all’interlocutore che si ha davanti. E allora, se le malattie prevenibili vanno tenute sotto controllo con lo strumento dei vaccini, è anche vero che l’emergenza muta nel tempo e per territori: per questo è probabile che l’obbligatorietà imposta dalla legge Lorenzin, sempre che la Lega sia d’accordo, sarà in parte rimodulata. Così come è vero che allarmi apparentemente sopiti possono tornare: dalla polio – non ufficialmente eradicata – alla Tbc, che in questo momento storico è in ripresa.
Perché l’intervento avvenga su basi scientifiche e sia motivato da un’effettiva emergenza, lo srumento dell’anagrafe vaccinale – su cui è in arrivo un decreto ministeriale – dev’essere il più possibile puntuale. La Salute guarda con interesse al Veneto (ma anche alla Puglia): qui il modello di anagrafe, spiegano i tecnici, permette di ottenere una rappresentazione puntuale del quadro epidemiologico e delle coperture e potenzialmente potrebbe essere messo a sistema e mutuato in tutte le Regioni. Importante l’aspetto della sorveglianza degli eventi avversi, con il coinvolgimento delle famiglie.
Infine, le categorie da considerare vanno addirittura ampliate: ad esempio l’emergenza morbillo riguarda sì i bambini, ma colpisce anche le persone adulte. Perciò non è escluso che il nuovo disegno di legge – che non appena si arriverà a una sintonia giallo-verde sui contenuti sarà depositato in Parlamento – ampli il raggio delle coperture a categorie particolarmente sensibili come gli operatori sanitari. Un punto di caduta oltre l’obbligo scolastico. Ma non a distanze siderali, in fondo, dalla legge che si vuol modificare. ( http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2018-07-16/vaccini-m5s-lavoro-proposta-legge-si-ragiona-obbligo-flessibile-anagrafe-modello-veneto-170657.php?uuid=AEDnNaMF )

Come io scrissi l’anno scorso, non solo la legge sulle vaccinazioni forzate sarebbe stata salvaguardata ma sarebbe stata rafforzata.
In che modo?
Da un canto, con l’anagrafe vaccinale nazionale che permetterà allo stato di sapere chi è vaccinato e chi no. Offerte di lavoro e l’accesso agli ammortizzatori sociali, tutto sarà subordinato a essere in regola con le vaccinazioni. “Obbligo flessibile” è un ossimoro. Vogliono uno stato di Polizia Sanitaria.
La seconda cosa è che vogliono ampliare la platea degli “obbligati” estendendola agli adulti, probabilmente partendo dai dipendenti pubblici. La cosa è già avviata coi militari.
Quindi è tutto finto, finti annegati clandestini nel Mediterraneo, finta abolizione dei vitalizi (già l’anno rinviata dal 1 novembre al 1 gennaio 2019), finte riforme. Solo maggiori tasse e controlli sempre più stringenti e in lingua inglese alla faccia dei “sovranisti” dei miei stivali.