Archive for novembre 7th, 2018

7 novembre 2018

La Terra è piatta? Chi pensa di sì argomenta parlando dell’Etna che si vede da Palermo

Si chiamano “terrapiattisti” e sono persone che sostengono che la terra non sia sferica ma invece piatta, come una pizza: le loro pagine facebook sono piene di esempi

Dopo anni di dibattiti, prove fotografiche, accuse di fotoritocchi e di consumo di sostanze stupefacenti da parte degli svariati osservatori, adesso (quasi) tutti sembrano essere d’accordo: da Palermo si vede l’Etna.
Il vulcano ovviamente è sempre lì, leggermente a sud-est della nostra città, ma per essere ben visibile bisogna che siano soddisfatte due condizioni fondamentali. Innanzitutto il volume di atmosfera interposto tra l’osservatore e il vulcano deve essere libero da aerosol, inquinanti, particelle sospese e deve avere una bassa umidità relativa. In poche parole ci deve essere una visibilità eccezionale, considerato che l’Etna si trova a circa 150 km di distanza in linea d’aria dal capoluogo siciliano.
Queste condizioni possono verificarsi o in giornate di tramontana tesa, ovvero quando le aree di bassa pressione si spostano verso est richiamando il vento freddo e secco da nord che ‘pulisce’ l’atmosfera, oppure durante la rotazione delle correnti da maestrale a scirocco, momento in cui l’umidità relativa crolla e la visibilità aumenta.
Secondo requisito fondamentale è che il raggio visivo tra l’osservatore e il vulcano deve essere libero da ostacoli interposti. A patto che le condizioni di eccezionale visibilità siano soddisfatte, vi proponiamo dunque cinque luoghi di Palermo da dove poter ammirare il vulcano siciliano.
Il punto di osservazione più spettacolare è certamente il litorale che va da Mondello paese a l’hotel “La Torre”: da questa zona l’Etna si staglia a sinistra delle Madonie e in corrispondenza della dorsale occidentale dei Monti Nebrodi. Proprio per la grande distanza a cui ci troviamo, i Nebrodi non fungono da ostacolo visivo; ecco dunque che l’Etna appare in tutta la sua maestosità a partire dai 2200-2400 m di quota.
Un altro punto preferenziale è il tratto di costa dell’Addaura, in particolare nei pressi di Punta Priola: da qui l’Etna appare poco alla sinistra di Pizzo Dipilo (Madonie), in una visione prospettica simile a quella di Mondello paese ma meno ampia. Procedendo lungo la costa verso l’Arenella ed il porto di Palermo, il raggio visivo “scivola” verso sud intercettando le propaggini settentrionali delle Madonie che, più vicine all’osservatore rispetto ai Nebrodi, iniziano a disturbare la visuale del vulcano.
Dal Foro Italico di Palermo però è nuovamente possibile osservare la porzione sommitale dell’Etna: i coni che ne compongono la cima sono infatti visibili in corrispondenza della sella montuosa che unisce Monte S. Angelo (la montagna che sovrasta Gibilmanna) e il Pizzo Dipilo (Madonie).
Spostandoci invece nella fascia pedemontana di Palermo, l’Etna è ben visibile da Borgo Nuovo fino alla zona di Via Castellana nei pressi di Bellolampo. Da qui è possibile osservare distintamente il vulcano (soprattutto all’alba), inquadrato nella stessa veduta prospettica del Foro Italico e dunque tra le due cime delle Madonie, ma con una visuale sempre più ampia man mano che si guadagna quota.
Ultimo punto di osservazione consigliato è il Piano dello Stinco a Monte Gallo: da qui la quota consente una visione splendida del vulcano, delle Madonie e di tutta la costa palermitana, golfo di Mondello compreso.
Ricordandovi che elemento essenziale deve essere l’eccezionale visibilità atmosferica (occhio dunque alle previsioni meteorologiche), per immortalare l’Etna da Palermo è bene attendere le terse giornate invernali di tramontana, quando il vulcano appare come un luccicante triangolo bianco all’orizzonte.
Ancora meglio, se le condizioni meteorologiche lo consentono, durante gli episodi eruttivi. Basta cercare in rete per ammirare le splendide immagini notturne che ritraggono le fontane di lava dell’Etna in eruzione nel novembre del 2013 con Porta Nuova e il centro storico di Palermo in primo piano. Un’immagine atipica per noi “occidentali” che sentiamo il vulcano così lontano, pur essendo così vicino.
Il nome la dice lunga: “Sostenitori italiani della terra piatta” è soltanto uno dei tanti gruppi di Facebook dentro al quale si snocciolano informazioni e teorie che intendono svegliare la popolazione mondiale, vittima di un complotto secolare.
Il complotto sarebbe la sfericità del pianeta Terra: secondo i “terrapiattisti” infatti il nostro pianeta non sarebbe altro che una immensa pianura, un pianeta a forma di pizza dove non esistono i poli.
A sostegno di questa idea c’è anche chi parla della visibilità dell’Etna da Palermo: duecento chilometri circa separano il capoluogo siciliano da Catania (ne parliamo qui e scriviamo anche da dove si vede il vulcano).
A commentare il post anche uno scettico: “Si su un globo di 2mila km di equatore forse, ma la terra ha un equatore leggermente più grande il che significa che 200 km sono insignificanti. Se riuscite a farmi vedere la spiaggia argentina con una foto dalla spiaggia spagnola oppure da parte a parte attraverso il pacifico allora possiamo parlarne.. forse”.
La circonferenza della Terra – all’equatore – è infatti di 40.075 km. ( https://www.balarm.it/news/la-terra-e-piatta-chi-pensa-di-si-argomenta-parlando-dell-etna-che-si-vede-da-palermo-56876 )
7 novembre 2018

La Bibbia insegna che la terra è piatta?

La risposta della Bibbia

No, la Bibbia non insegna che la terra è piatta. * La Bibbia non è un testo scientifico, tuttavia in nessun caso contraddice i fatti scientifici. Le informazioni contenute nella Bibbia sono “affidabili ora e per sempre” (Salmo 111:8).

 Cosa intende la Bibbia con l’espressione i “quattro angoli della terra”?

Le espressioni “quattro angoli della terra” ed “estremità della terra” usate nella Bibbia non sono da prendere alla lettera, come se la terra fosse quadrata o avesse delle estremità (Isaia 11:12; Giobbe 37:3). Piuttosto, si tratta di un linguaggio figurato per indicare l’intera superficie della terra. La Bibbia menziona i quattro punti cardinali in modo simile (Luca 13:29).

Il termine ebraico tradotto “angoli” o “estremità” sembra essere una metafora derivante dalla parola “ali”. Al riguardo un’enciclopedia biblica afferma: “Dal momento che l’ala di un uccello viene usata per coprire i piccoli, [il termine ebraico] acquista il significato di estremità di qualsiasi cosa si estenda” (The International Standard Bible Encyclopedia). La stessa opera di consultazione aggiunge che in Giobbe 37:3 e in Isaia 11:12 “il termine significa limiti, confini o estremità della superficie asciutta della terra”. *

 Che dire di quando il Diavolo tentò Gesù?

Per tentare Gesù, “il Diavolo lo portò con sé su un monte straordinariamente alto e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria” (Matteo 4:8). Alcuni sostengono che questo episodio biblico insegni che sia possibile vedere il mondo intero da un solo punto elevato su una terra piatta. Tuttavia, il “monte straordinariamente alto” di cui si parla in questo episodio sembra essere una metafora e non un vero e proprio luogo fisico. Vediamo perché questa conclusione è ragionevole.

  • Sulla terra non esiste un monte letterale da cui si possono vedere tutti i regni del mondo.

  • Il Diavolo mostrò a Gesù non solo tutti i regni ma anche “la loro gloria”. Non era possibile vedere questi regni in maniera così dettagliata da una grande distanza. Sembra quindi che il Diavolo abbia usato una specie di visione per mostrarli a Gesù, un po’ come una persona userebbe un proiettore e uno schermo per mostrare a qualcuno delle immagini di vari luoghi della terra.

  • Nel racconto parallelo che si trova in Luca 4:5 si legge che il Diavolo mostrò a Gesù “in un istante tutti i regni della terra abitata”, cosa che non sarebbe possibile attraverso la normale vista umana. Questo fa capire che il Diavolo tentò Gesù servendosi di mezzi che andavano al di là della vista umana.

( https://www.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/domande/terra-piatta/ )

Tutto ciò scritto sopra è integralmente falso. La Bibbia è un testo scientifico, è la scienza stessa, per filo e per segno, che è stata congegnata per screditare i testi sacri. Per negare la creazione, hanno inventato la evoluzione. Lo specchietto sotto illustra che ogni aspetto della teoria evoluzionistica è specularmente opposto alla Bibbia.
Esempio, Dio ha creato l’uomo diverso e prima della donna. Ma col ‘gender’ nelle scuole insegnano che uomo e donna sono uguali (per questo vogliono i cessi unisex e avviano il ‘dibattito’). Le donne devono portare i pantaloni e gli uomini le giarrettiere (vedi creazione metrosexual). La Bibbia dice che donne stanno bene coi capelli lunghi, invece loro hanno creato la moda dei capelloni rockettari in spregio alle scritture. E le donne, come la Cristoforetti, falsa “portatrice di Cristo”, coi capelli corti da uomo.